Marchini: "Dzeko? Molto difficile esprimersi in una Fiorentina che si era dimenticata come giocare a calcio. Kean non si discute, mentre Gudmundsson..."

Questo pomeriggio il giornalista de La Nazione e presidente dell'ode Toscana Giampaolo Marchini, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare alcuni temi: dalla Nazionale a quelli di casa viola.
“Sono convinto che proveremmo una sgradevole sensazione se Dzeko eliminare la nostra nazionale. Quando sai fare gol non è che te ne dimentichi, anche se hai qualche anno in più. I 6 mesi a Firenze? In questo periodo la Fiorentina si era praticamente dimenticata di come si giocava a pallone, e quindi era molto difficile per lui rendere per quelle che sono le sue attuali condizioni. Il problema non è stato solo del bosniaco ma anche di tanti, se non tutti, giocatori”.
“Adesso la Fiorentina sta bene fisicamente: con l'Inter ha finito in crescendo”
Ha voluto sottolineare anche l’aspetto legato alla preparazione fisica: “Secondo me la partita contro l’Inter, al di là di tutto quello che è successo, secondo me ha fatto vedere un aspetto non secondario: la Fiorentina ha chiuso la partita in crescendo. La Fiorentina ha dimostrato di esserci dal punto di vista fisico, cosa che fino a qualche mese fa non era cosi. E se avessimo giocato 5/10 minuti in piu contro i nerazzurri secondo me avremmo potuto anche vincere la partita. Al netto delle difficoltà adesso la squadra viola ha qualcosa che prima non aveva: fisicamente adesso c’è. E di conseguenza anche il gioco espresso ne beneficia”.
“Kean non è mai stato un problema, e adesso che sta bene..”
Un pensiero su Moise Kean dopo il gol in Nazionale: “Adesso sta bene, ma l’avevamo visto anche nelle ultime uscite con la Fiorentina, sia in Polonia che contro l’Inter. E’ un giocatore che se fisicamente sta bene non si discute mai. Non abbiamo mai avuto troppi problemi con lui, semplicemente non riusciva a rendere al massimo in campo. A me intrigherebbe tantissimo vederlo in coppia con Pio Esposito, il nerazzurro gli aprirebbe gli spazi: secondo me sarebbe piu utile dell’ultima versione di Retegui. Loro due darebbero sicuramente molte piu garanzie”.
“Ndour è cresciuto molto ultimamente. Gudmundsson è anarchico ma…”
Ha commentato anche gli ultimi exploit di Cher Ndour: “Devo un po’ rivedermi su di lui, che spesso ho giudicato in modo negativo. Ha qualità interessanti, ma gli è spesso mancato coraggio. Non cercava la giocata verticale e non saltava l'uomo. Forse ora è scattato qualcosa: è cresciuto insieme alla Fiorentina, ma deve migliorare nella gestione del pallone e questo avviene solo giocando. Gudmundsson? E’ un giocatore considerabile anarchico, in campo non ha una posizione predefinita. E’ uno di quei solisti che ha bisogno di sentirsi il centro del gioco. In un attacco a due può essere difficile da collocare”.
“La Conference League non deve essere considerata un sogno”
Ha poi analizzato anche le chance di vincere la Conference League: “Di qui alla fine della stagione sono convinto che il piu grande avversario della Fiorentina sarà lei stessa. Adesso si è messa nelle condizioni di non dover contare su quello che fanno gli altri, avendo il destino nelle sue mani. La Conference League è un’opportunità, non deve essere considerato un sogno. Servirà però molta concretezza perchè in Europa nessuno ti regala niente”.



