Ferrara: "Ma quanta tequila si erano scolati in estate prima di costruire la Fiorentina? Vanoli non è un brand scintillante ma sta dando l'anima"
Nella sua rubrica Rock & Gol su La Nazione, Benedetto Ferrara parla di Vanoli e dei suoi meriti nel tirare fuori la Fiorentina dalle sabbie mobili:
"A Reggio Emilia ha visto sul campo quello che nessun allenatore vorrebbe mai vedere: un litigio sul dischetto del rigore e poi parole grosse e non solo volare nello spogliatoio. Tutti segnali di allarme rosso. La Fiorentina era confinata nel sottoscala della classifica ma nessuno sembrava farci caso. Nel frattempo si era dimesso il direttore sportivo, Vanoli non sapeva più con chi parlare, al massimo si confrontava col giardiniere del Viola Park, ma la sua squadra provava a crescere tra alti (pochi) e bassi. Serviva la famosa scintilla, ma il suo gruppo continuava a sembrare una bella auto con la batteria scarica.
In più Vanoli faceva i conti con l’impossibilità di cambiare strada dal punto di vista tattico. Ma come è possibile non avere in rosa nemmeno un esterno offensivo? Quanta tequila si erano scolati prima di tirar giù un’idea di squadra? Beh, qualche medaglia sul petto l’allenatore se la potrebbe pure attaccare. La Fiorentina non è ancora salva, eppure dopo la Coppa e la vittoria di Cremona tutti hanno la sensazione che l’aria sia cambiata. C’è un finale tutto da scrivere e la corsa continua. Insomma, se la Fiorentina sboccia come un fiore a primavera sarà soprattutto merito di Paolo Vanoli, che non sarà un brand scintillante ma solo un buon tecnico che sta dando l’anima per la Fiorentina. E, diciamocelo, questo non è poco".



