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È finita con la partita contro l’Atalanta la difficile stagione della Fiorentina ed ora impazzano i temi da trattare: dal toto allenatore a quelli societari, dal calciomercato agli umori della piazza. Per parlare di tutto questo, FiorentinaNews.com ha raggiunto Pino Vitale. L’ex direttore sportivo di Empoli e Lucchese si è espresso come di consueto senza peli sulla lingua.

Cominciamo da due parole sull’ultima partita di Campionato: che Fiorentina è stata?

“Una partita che non si può commentare, classica di fine campionato. Tutti non aspettavano altro che di chiudere la stagione, con tanti delusi da ambo le parti, anche lato Atalanta”.

Si aspettava una protesta più forte della tifoseria, dopo gli striscioni apparsi in città nel pre gara?

“Ormai quello che avevano da dire, lo ha avevano detto in maniera chiara, mi sembra; ora sono tutti, tifosi compresi, ad aspettare questo viaggio in America che mi convince il giusto”.

Il viaggio che Paratici e Ferrari faranno negli Stati Uniti che tipo di budget e di ambizioni pensa che possano restituire?

“La mia opinione è che in società ora comanderà la mamma (Catherine Commisso ndr), ma magari mi sbaglio. Speriamo che Paratici metta le cose in chiaro, facendo le giuste richieste e tenendo d’occhio i conti, perché un bravo direttore sportivo deve fare anche quello, non solo comprare giocatori forti. Speriamo, poi, di non avere sopra la cappa di Ferrari. La famiglia Commisso ha sempre dato fiducia ai propri dipendenti in Fiorentina, anche troppa forse. Ferrari non è un uomo di calcio. Il Milan, ad esempio, ora sta facendo pulizia all’interno, mentre alla Fiorentina si vive di riconoscenza. Anche per la scelta dell’allenatore secondo me si dovrà aspettare l’esito del viaggio”.

Vanoli si merita la riconferma secondo lei?

“Vanoli ha salvato la squadra, ma ha il 60%-70% dei tifosi contro. Paratici lo può difendere e confermare se lo ritiene opportuno, ma si rischia di tornare a come quando si confermò Mihajlovic, salvo pochi mesi dopo esonerarlo. Alle prime due partite sbagliate, si può scatenare un putiferio”.

Alla fine, chi pensa possa sedere sulla panchina gigliata del prossimo anno?

“Grosso non mi fa sognare, io vorrei uno che imposta la partita, uno che prende il comando del gioco, cosa non c’è stata a Firenze quest’anno. Il Sassuolo è una società particolare, straordinaria e nella quale tutti lavorano alla grande: hanno fatto quasi tutti bene gli allenatori lì. A Firenze sarebbe molto più difficile per Grosso, anche solo a livello di pressioni. 

Spero che Paratici tiri fuori il coniglio dal cilindro, magari con un nome non ancora uscito sui giornali”.


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