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Dopo l'avventura incolore alla Fiorentina, il centravanti Edin Dzeko ha portato la sua Bosnia al Mondiale per la prima volta. Di lui ha parlato l'ex viola Lele Adani, su Viva el Futbol: “Parlare di lui, sinceramente, mi commuove un po'. Perché per me la Bosnia è molto sua, non è come noi che dovevamo scappare da un incubo. Loro hanno subito uno dei più grandi genocidi, erano fuori dal mondo e quasi non esistevano più. Quando arrivi a Sarajevo ci sono le croci ovunque. Tanta gente, dopo essere emigrata tanti anni fa all'estero dopo la guerra, è tornata apposta per la partita contro l'Italia”.

“Dzeko a Firenze è stato trascurato, ma poi ha portato la Bosnia al Mondiale a 40 anni”

Dzeko è probabilmente la leggenda più grande della storia della Bosnia. A Firenze è stato trascurato, è andato due mesi allo Schalke per mettere nelle gambe le energie giuste per queste due partite. In una ha segnato all'85' e nell'altra è entrato nel gol che ci ha mandato a casa. In tutto ciò ha 40 anni, compiuti quindici giorni fa”.

“Non ci basta il suo esempio? Hanno meritato loro, l'Italia…”

Non ci basta l'esempio di persone così che amano il calcio? La Bosnia ha meritato di andare al Mondiale, c'era un amore forte nell'aria. E l'Italia non lo ha mai dimostrato, presentandosi in blocco in giacca e cravatta per presenziare a un evento trattato male. ‘Non possiamo pensare di sbagliare’, perché gli altri non possono essere migliori? Ma chi siamo noi per pensarlo che non siamo al Mondiale dal 2014? Da italiano ero morto dentro”.


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