Viery, Beldenti, Egharevba: una Fiorentina che lavora diversamente

Manca solo la firma del terzo, ma possono essere reputati viola a tutti gli effetti: Viery Fernandes Santos Lopes -in arte Viery-, Fortune Egharevba e Dennis Beldenti sono nuovi tesserati della Fiorentina. Il primo, classe 2005, ha prospettiva di titolarità in prima squadra fin da subito; gli altri due, classe 2010, sono acquisti in ottica futura, intanto da andare a inserire stabilmente in U17 se non direttamente, come sotto età, in Primavera.
Il vento sta cambiando: il filo conduttore delle tre operazioni
Tre operazioni diverse per costi e obiettivi immediati, tre operazioni simili per concezione: tre giocatori che arrivano perché analizzati e valutati come prospetti di lungo termine. Il che non vuol dire che saranno sicuramente tre futuri fenomeni, beninteso, perché nel calcio sono un milione i fattori che possono andare storti nel percorso di crescita di un calciatore. Ma nella strategia di questi arrivi c’è, da parte della Fiorentina, la volontà di assumersi un -piccolo- rischio d’investimento, la volontà di fare un lavoro che non si esaurisce sul momento. Reindirizzare le risorse su questi profili giovanissimi sembra un cambio di strategia netto rispetto alle ultime sessioni di mercato viola, caratterizzate (in particolare le ultime due) da una pratica piuttosto spendereccia e da una forte tendenza all’instant-team, che come conseguenza ha visto la squadra negli anni sempre più radicalmente smantellata e ricostruita ogni estate e ogni inverno.
Cosa porta Viery alla difesa della Fiorentina
Viery, per età e per prezzo di cartellino (è presto per dire se eccessivo o perfino ridotto, comunque è uno sforzo notevole di una Fiorentina in ristrutturazione e fresca di sanzione UEFA), si presenta come giocatore da inserire rapidamente nelle rotazioni dei titolari. Per caratteristiche e piede, il difensore ex Gremio andrebbe a occupare la casella di centro-sinistra (quella di Ranieri) nella linea a quattro. Giocatore moderno, dall’ottima lettura del gioco, maturo in questo senso per l’età, dotato di una buona struttura fisica e di un buon sinistro, abile nella costruzione bassa. Rischi e controindicazioni: l’impatto con un campionato difensivamente molto tattico (e meno permissivo negli interventi) come quello italiano, oltre a un primo passo piuttosto compassato che potrebbe limitarlo contro attaccanti veloci.
Le prospettive dei due giovanissimi
Riguardo a Egharevba e Beldenti, darne una definizione di calciatori per le caratteristiche mostrate è operazione sempre prematura e suscettibile di cambiamenti anche radicali. L’evoluzione tecnica di questi ragazzi è in pieno corso, non è possibile sapere dove arriverà. All’oggi, parliamo di un difensore (Beldenti) già molto strutturato sul piano fisico e atletico, capace di fare sia il centrale che il laterale destro, di buona tecnica e senza timori reverenziali nell’approccio al gioco; dall’altra parte c'è un attaccante in certi aspetti simile a Moise Kean, molto bravo nell’attacco della profondità e nella conduzione, con alcuni limiti nella conversione delle palle gol ma in grado di essere un pericolo costante per le difese avversarie con la sua forza ed esplosività. Entrambi sono giocatori segnalatisi per la loro precocità nell’ultima stagione: Beldenti è entrato stabilmente nell’Under 20 dell’Union Brescia nel campionato Primavera 2 con tanto di convocazione in Nazionale Under 16, Egharevba si è imposto con l’U17 del Verona realizzando 11 gol in 17 presenze. Benvenuti alla Fiorentina.



