Cher Ndour

Settimana che vai, dibattito su Cher Ndour che trovi, perché hai voglia a segnare da 70 metri o a farne trapelare incedibilità, intoccabilità, insostituibilità con una continuità commovente, ma poi quello che conta è (dovrebbe essere) il responso del campo. Che fin qui per il centrocampista classe 2004 è piuttosto misero e scialbo, tra le fantomatiche doti “di interdizione”, una presunta “fisicità e capacità di tenere la posizione” e un contributo tecnico davvero risibile. E per lui Vanoli ieri ha usato il bastone, più rispetto al solito, ammettendo che il centrocampista si sia “un po' seduto” dopo l'incredibile rete con l'Italia Under 21. Un gesto che ha fatto il giro del mondo, rialimentando la macchina della promozione mediatica su cui, a quanto pare, Ndour si è adagiato. 

Tra bastone e carota

C'è stato però anche lo spazio per la carota, perché al netto delle voci e vocine, Vanoli ci ha proprio tenuto a sottolinearlo: "Ndour gioca perché se lo merita". Con buona pace di Oulai o Brescianini (anche se uno dei due dovrebbe giocare domani) e in attesa di recuperare anche la variabile Atta. In sostanza il classe 2004 si è sì seduto ma ha pur sempre meritato di giocare. La Fiorentina però in quel reparto soffre tremendamente e la colpa, a regola, non può essere solo di Fagioli.

Il gap da colmare 

In attesa di vedere come andrà la recita a San Siro, dove Vanoli prepara un centrocampo più folto, rinunciando a Pedro Gonçalves, la visione più a lungo termine va su gennaio, dove la Fiorentina è chiamata quantomeno a completare il reparto che è molto corto. E soprattutto manchevole di un uomo d'ordine, di reale e non presunta interdizione: uno insomma che si incastri davvero con Fagioli e rappresenti un'alternativa più concreta allo stesso Ndour. E poi ci sarebbe Oulai, che merita di giocare e sbagliare quanto il compagno: di modalità per crescere e imporsi non risultano esisterne altre.


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