Le soavi parole di Paratici come antipasto, poi una netta vittoria. Spalletti non sa perdere? In bocca al lupo Parisi!
Per una volta si può dire senza rischi di cadere nel provincialismo: espugnato lo Juventus Stadium come un qualsiasi campetto di periferia. Al termine di una partita finalmente giocata bene dalla squadra gigliata, con una perla di Mandragora (e non è assolutamente la prima volta) sulla seconda segnatura. È questa la cornice di una domenica di primavera per i tifosi viola, ma andiamo con ordine.
La prima bella notizia nel pre partita
Fabio Paratici prima della gara contro la Juve aveva rassicurato tutti: la conferma che vuole solo lavorare per la Fiorentina (“Se mi avessero visto al lavoro al Viola Park, non sarebbero nate certe notizie”), respingendo le tante voci su di lui, avevano servito l’antipasto per una giornata gioiosa per i sostenitori gigliati.
La partita
Poi il match tra Juventus e Fiorentina, che per i bianconeri valeva i 70-80 milioni della Champions League e per i toscani una cosa che conta più dei soldi: la dignità. E proprio per questo ne è nata una prova quasi perfetta della compagine di Vanoli che ha controllato agevolmente il primo tempo, colpendo nel momento più azzeccato, per poi giocare intelligentemente di rimessa nella ripresa, fino a chiudere la gara a pochi minuti dalla fine del match, alla faccia dei 7 minuti di recupero concessi dall’arbitro Massa nella seconda frazione. Un Pongracic in versione The Wall, Ranieri e Mandragora in campo col solito attaccamento alla maglia, De Gea insuperabile, solo per citare alcune delle prove superlative dei ragazzi gigliati.
Spalletti non sa perdere?
Nel ricco di testimonianze post gara, sottolineiamo le parole eccessive di Spalletti su Gudmundsson, tacciato di antisportività. In realtà Lucianone è apparso nervoso, agitato e poco lucido al triplice fischio finale, sorpreso più degli altri dal risultato della partita. Prima se l’è presa con il 10 islandese e poi con i giornalisti, a testimonianza che forse deve migliorare nell’accettare le sconfitte.
L’unico grande neo della giornata
Un unico grande neo della domenica: l'infortunio all'ottimo Parisi che si è confermato grave. Gli esami strumentali hanno evidenziato la rottura del legamento crociato della gamba destra e gli facciamo un enorme in bocca al lupo! Forza Fabiano, Firenze è con te!



