Pasqual: "Paulo Sousa mi mise da parte, ma io volevo salutare Firenze nel modo giusto. Chiusi Andrea Della Valle in una stanza e..."
Manuel Pasqual è stato uno dei calciatori più rappresentativi della Fiorentina di Prandelli, ma anche uno di quelli che restarono dopo la grande rivoluzione della stagione 20212/2013. Anche di quel periodo l'ex capitano viola ha parlato ai canali ufficiali del club: “Montella impostò subito il lavoro e la mentalità della squadra sul possesso e la gestione della palla. Fin da subito si cominciò a vedere un calcio diverso. Mi ricordo che Toni, che tornò in quella stagione, fu un punto di riferimento importante per Jovetic e Ljajic”.
L'incubo della finale col Napoli
Sulla finale di Coppa Italia col Napoli: “Quando uscii dallo spogliatoi l'arbitro mi chiese dove stessi andando, e se non mi fossi accorto di cosa stava succedendo fuori dallo stadio. Noi non sapevamo niente, i cellulari non funzionavano e quando ci dissero che era morta una persone non riuscimmo più a mettere la testa sulla partita”.
L'addio alla Fiorentina
Sull'addio alla Fiorentina: “La cosa che mi dispiace è che venivo etichettato come uno di quelli che metteva il bastone tra le ruote, quando in realtà la mia volontà era di alzare il livello mentale del gruppo. Paulo Sousa però non vedeva bene questa cosa e quindi mi mise da parte. Prima dell'ultima partita in casa contro il Palermo chiusi Andrea Della Valle in una stanza e gli dissi ”Ora tu mi devi dire se mi rinnovi il contratto oppure no, perché se devo salutare e piangere voglio farlo davanti alla mia gente". Il trofeo più grande è stato rimanere nel cuore dei tifosi".


