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Giancarlo Antognoni

Nei primi mesi di Rocco Commisso da presidente della Fiorentina c'era anche Giancarlo Antognoni in società, da trait d'union con la gestione Della Valle e a La Gazzetta dello Sport l'Unico Dieci ha raccontato la sua esperienza con lui:

"Quando Rocco arrivò a Firenze ero sostanzialmente l’unico dirigente viola, e fra l’altro accadde in un momento nemmeno semplice. Ero club manager ma resta il fatto che lo accolsi in quanto punto di riferimento della società. Praticamente sono colui che lo ha introdotto a Firenze, lui e Joe Barone. E quel giorno, con diecimila tifosi della Fiorentina ad accoglierlo e io a fargli da Cicerone, beh, chi se lo scorda più.

Gli dissi: “Vedrai che questa città ti coinvolgerà” e così è stato. E glielo dissi non solo in veste di “trait d’union” fra lui nuovo proprietario e Firenze, ma perché era pieno di entusiasmo e la città con lui. Ho scoperto la notizia dal telegiornale. Commisso era venuto con buonissimi propositi e credo che lo abbia dimostrato con i fatti. Che poi i risultati sportivi non siano sempre stati all'altezza delle aspettative, ok; ma resta il fatto che la Fiorentina è arrivata anche a giocarsi tre finali, roba non da tutti e anche questo aspetto è giusto ricordarlo.

I nostri rapporti? Ci siamo visti pochissimo in questi anni ma in passato mi ha interpellato più volte, per un parere su giocatori e anche dirigenti, per esempio Pradé. È sempre stato curioso e collaborativo. E io con lui. Mi proposero un ruolo che non ritenni opportuno. Senza entrare nel particolare ma si trattava di un ruolo un po’ troppo marginale. Rifiutai.

Poco tempo dopo sarei potuto rientrare ma poi non se ne fece nulla. Ma sa una cosa, per esempio? Davanti alla posa di uno dei primi mattoni del Viola Park, l’inizio della costruzione del centro tecnico, Rocco mi invitò. E fu bello andarci e capire, intuire o immaginare cosa sarebbe poi stato costruito per la Fiorentina e il popolo viola. Divenni testimone dei primi passi del Viola Park ma poi non successe quando venne inaugurato. lo al Viola Park non sono mai entrato: l’ho visto nascere si, ma non crescere e diventare grande, diciamo così…".


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