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La Fiorentina del Vanoli-bis sembra letteralmente un'altra squadra rispetto a quella, sbiadita e confusionaria, vista nelle prime 3 giornate. Un interessante mix tra nuovi acquisti conferme dallo scorso anno, che stanno dimostrando sul campo di meritarsi la fiducia del mister. Fa parte di questa seconda categoria Luca Ranieri, giocatore che ha vissuto un 2026 letteralmente sulle montagne russe.

Reazione da capitano, pur senza fascia

Per la verità, quando si parla di Ranieri, bisogna tornare al 19 dicembre 2025: data sliding dooor, sia per la Fiorentina che per il difensore. Dopo il ko in Conference contro il Losanna Vanoli, subentrato a Pioli da qualche settimana, decide di dare una sterzata con diversi cambiamenti. In primis il capitano, con la fascia che passa da un eccessivamente coinvolto sul piano emotivo Ranieri a un più esperto e carismatico David De Gea. Il centrale non fa una piega, vivendo il successivo mese e mezzo da attore non protagonista. Gioca con il contagocce e si parla addirittura di cessione, ma il prodotto del vivaio viola non demorde in attesa di una chance. Il 14 febbraio contro il Como torna totilare e da lì, si si esclude l'ultima giornata in cui è out per squalifica, non lascia più il campo. Merito di una serie di prestazioni fatte di grinta e solidità data alla difesa: pregi che contribuiscono alla rimonta salvezza della Fiorentina.

Da panchinaro a inamovibile

Confermato in estate, vede la sua titolarità messa in discussione dagli arrivi nel pacchetto dei difensori centrali di Dragusin e Viery (che vanno ad aggiungersi a lui e al confermato Pongracic). Il nuovo tecnico Fabio Grosso inizialmente gli dà fiducia, sia in Coppa Italia contro il Benevento (match in cui va anche in gol), che in campionato contro la Roma. Nelle 2 partite successive viene relegato in panchina e il suo ruolo in stagione sembra poter essere quello del comprimario. Poi la svolta: torna Vanoli, gli dà subito fiducia contro Venezia e Napoli e riceve come risposta prestazioni positive a livello individuale e delle quali beneficia anche un Dragusin in netta crescita. Difficile, ora, che qualcuno possa togliere il posto a chi per la maglia sempre dato l'anima e con il tempo ha visto i suoi sforzi ripagati.


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