Bressan: "La Coppa Italia del 2001 resta un ricordo indelebile, ma ci insegna anche molto. Mi dispiace molto per Vanoli"
A 25 anni dall'ultimo trofeo vinto dalla Fiorentina, la Coppa Italia del 2001, l'ex centrocampista viola Mauro Bressan è intervenuto a Radio Bruno per ricordare quel momento, oltre che a commentare l'attuale situazione del club gigliato.
“Sinceramente non avrei mai pensato che la Fiorentina restasse senza trofei per 25 anni. Anche se va sottolineato che in questi anni ha avuto anche molta sfortuna, qualche finale la Fiorentina l’ha fatta ma purtroppo non è mai riuscita ad alzare un trofeo. Mi sono sempre augurato con un trofeo arrivi al più presto, anche se all’inizio anno sempre siamo a ripetere sempre i soliti discorsi: ogni anno speriamo che sia quello giusto”.
“Storie come questa ci insegnano una cosa”
Ha anche aggiunto: “Nessuno come i tifosi della Fiorentina, proprio perché è tanto che non gioiscono, merita di vincere qualcosaQuesto però ci insegna qualcosa. Soprattutto in certi ambienti, che non sono abituati a vincere, una vittoria anziché festeggiarla un giorno andrebbe festeggiato una settimana intera”.
“Vincere a Firenze è qualcosa di straordinario”
Ha poi parlato di quella sera del 2001: “È un ricordo per me indelebile, ma mi riferisco soprattutto a entrambe le partite non solo al ritorno. Per come le ho vissute mi è sembrato che fossero state giocate un giorno dopo l’altro, quando così non è stato. Vincere a Parma con un goal di Paolo Vanoli per poi soffrire un po’ al ritorno, perché io gialloblu erano una grande squadra, e poi la festa finale. Quello che banalmente mi rimane rimane in mente sono i festeggiamenti dopo il fischio finale, è successo di tutto come tifosi in campo. Ovviamente puoi anche nello spogliatoio ci siamo divertiti, quando ci sono momenti di pubblicità come questi ti ricordi sempre tutto. Oltretutto per un giocatore non è abituato a vincere come me. Altri, come Torricelli e Di Livio, che sono abituati a vincere sicuramente avranno un un ricordo diverso”.
“Regalai una grandissima gioia a mio padre”
Ha svelato anche un aspetto speciale di quella vittoria: “Se devo dire la verità la gioia più grande di quel giorno fu il complimento, per la gioia che gli avevo regalato, di mio padre. È un tifoso della Fiorentina dagli anni anni 50 quindi già essere diventato un giocatore viola era tanto, aver alzato un trofeo credo che sia stata una gioia indescrivibile per lui”.
“Sono molto dispiaciuto per Vanoli”
Ha poi concluso parlando di Paolo Vanoli: “Ci sono rimasto male per lui, ma capisco le scelte dei dirigenti. Vanoli ha saputo trasmettere valori di lotta, di caparbietà. Rimarrà sempre nella storia, ha fatto una cosa eccezionale. Sono convinto che con uomini scelti da lui avrebbe potuto esprimere un calcio offensivo, con un'identità. Questo non era il momento di far vedere il gioco”.



