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Alla viglia della delicata e decisiva sfida contro il Pisa, che coinvolge da vicino anche la Fiorentina di Paolo Vanoli, il tecnico della Cremonese Marco Giampaolo ha partecipato alla consueta conferenza stampa. Questo un estratto delle sue considerazioni:

"E così, non bisogna nascondersi dietro le proprie responsabilità né ai luoghi comuni. lo penso che queste partite valgano più dei tre punti per la classifica. E quel qualcosa in più è l'aspetto caratteriale, l'amor proprio, la capacità di avere resilienza, ferocia, ribellarsi alla classifica. Ci sono tanti significati che riconducono a ciò che si ha dentro. Alla squadra ho detto che sono consapevoli del fatto che bisogna solo vincere, non c'è altra strada: significa come ci si impone davanti alla responsabilità, alla partita... Parlo di atteggiamento, presenza, materia*.

“L'obiettivo è sempre stato lottare fino all'ultimo secondo dell'ultima partita”

Ha anche aggiunto: "Non giudico i miei calciatori né il percorso che hanno fatto con me, adesso non è questo il focus e non mi interessa. Il focus è nella capacità di reazione: o lotti o ti lasci morire, cosa vuoi fare? Questo è il principio su cui sono molto attento. Quando sono arrivato ero a conoscenza delle difficoltà, ma l'obiettivo era lottare fino all'ultimo secondo dell'ultima partita, sudando fino all'ultima goccia, e non voglio che il percorso sia diverso. Vado alla ricerca di queste risposte: le partite si giocano in 16, il discorso sta nel chiamare a raccolta ciò che si ha dentro, avere un senso di appartenenza forte per la maglia e per i tifosi. Non si gioca solo per sé stessi, si rappresenta anche altro. lo vado in cerca dello spessore dell’uomo”.

“La Cremonese deve dare una risposta di carattere”

Ha poi concluso: “I tifosi ci sostengono ma hanno sottolineato mancanza di motivazioni nella squadra? "Il giocatore non motivato è quello che non dà niente sul piano emozionale, a cui non interessa vincere o perdere. lo non penso che qui ci siano giocatori cosi, poi ce ne possono essere alcuni forti e altri meno forti caratterialmente. Credo di aver lavorato per scegliere sempre il miglior undici e domani farò lo stesso, ma so che non è sufficiente: con i cambi si stravolge anche la formazione iniziale, quindi il discorso è sempre esteso ai sedici che scendono in campo e tutta la squadra. Domani c'è un appello e noi siamo chiamati a rispondere negli atteggiamenti, nella capacità di essere resilienti. Nel calcio si vince e si perde, chiaramente dobbiamo dare una risposta caratteriale, fisica e di appartenenza. Per questo dico che il discorso va oltre i tre punti".


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