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Giancarlo Antognoni

Nel corso di un'intervista a Il Foglio, Giancarlo Antognoni, bandiera della Fiorentina, ha ripercorso numerose tappe della sua esperienza in viola, sia da giocatore che da dirigente.

"Lasciai la Fiorentina perché…"

"Nel 1987 lasciai la Fiorentina perché calcisticamente non ero più quello di prima e non volevo essere un peso per il club, quando si presentò il Losanna mi sembrò la cosa giusta da fare. Mi sarebbe piaciuto giocare assieme a Roberto Baggio, su cui la Fiorentina cominciò a puntare dopo il mio addio, ma dopo l'infortunio a tibia e perone e alla soglia dei trentatré anni andare a giocare in Svizzera mi parve un'opportunità da cogliere".

La retrocessione e la presidenza Cecchi Gori

“Quando retrocedemmo con me e Chiarugi in panchina vennero commessi molti errori, consigliai determinate cose a Vittorio Cecchi Gori ma lui scelse di fare diversamente. Sembrava impossibile retrocedere, ma purtroppo andò così. Quando acquistammo Rui Costa, ci andammo decisi e lo prendemmo anche se c'erano altre squadre interessate. Eravamo molto vicini anche a Thuram, ma il Monaco scelse di non venderlo e l'anno dopo arrivò al Parma”. 

“Non avevamo la squadra per lo Scudetto”

Spazio poi anche al campionato 1998-99, con la Viola in corsa per lo scudetto. “Siamo stati campioni d'inverno, poi Batistuta si infortunò e Edmundo se ne andò in Brasile. Non avevamo la rosa per vincere il campionato: con i titolari sì ma nel calcio non si gioca solo in undici”.

 


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