Paratici: "Sono arrabbiato con me stesso per lo stato del calcio italiano, dobbiamo tutti fare di più. Under 23? Solo l'ultimo gradino"

Il direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici ha parlato al panel ‘I giovani nel sistema calcio italiano’ organizzato all'Arena Civica di Milano. Queste le sue parole, riportate da Tuttomercatoweb.com: “Sono molto arrabbiato con me stesso per il periodo che stiamo passando come movimento. Dovremmo essere tutti arrabbiati e riflettere: non stiamo facendo abbastanza, altrimenti saremmo ai Mondiali e non solo. Guardiamo ad esempio la Premier League, la NBA del calcio: abbiamo pochi giocatori presenti, il Portogallo per esempio ne ha molti di più”.
“L'Under 23 è solo l'ultimo anello, il discorso parte dai bambini”
Aggiunge: “È un senso di responsabilità che dovremmo avere non solo come singoli, ma anche come sistema. Non parlo di riforme dei campionati, ma di metodologia di allenamenti e sviluppo di infrastrutture o formazione di persone. Dobbiamo essere migliori. L'Under 23 con la Juventus? Non vorrei si parli solo di questo, è solo l'ultimo anello del settore giovanile. C'è una parola che in Italia viene usata poco, post formazione: c'è il praticantato in quasi tutti i mestieri, perché non lo deve avere il calciatore? Tra Primavera e prima squadra il distacco è ampio, le seconde squadre da noi sono arrivate trent'anni dopo e non vorrei fossero lo specchietto per le allodole”.
“Il talento non è solo il numero 10 che ci manca. Siamo molto superficiali”
“La soluzione ai mali del calcio italiano non è questa, parte dai Primi Calci. Dobbiamo ragionare su scala più ampia, che è quella della selezione, della formazione, delle infrastrutture. Valutiamo sempre l'aspetto tecnico e fisico, non sento mai parlare di aspetto cognitivo: quel giocatore è intelligente o un po' meno? Ha personalità, vuole arrivare? Sono fattori che valgono tanto quanto quelli elencati in precedenza. Parliamo di talento e parliamo solo del numero 10 che ci manca, ma non è solo quello, il talento è anche quello del difensore. Siamo molto superficiali, questo poi ci porta a non essere profondi nelle analisi”.
“Il vantaggio alla Juventus? Più per la prima squadra. Il distacco con la Primavera…”
Infine, ancora sull'esperienza Under 23 in bianconero: “Alla Juventus abbiamo avuto un grandissimo vantaggio con la seconda squadra, ma per la prima. Nell'allenamento di tutti i giorni giocare con un ragazzo che ha 50 partite di Serie C è una cosa molto diversa rispetto ad allenarsi con chi fa la Primavera. Senza contare che, se gestita bene, può portare giocatori nella rosa delle prime squadre. I nostri calciatori, alla base, non sono inferiori rispetto ad altri paesi infatti le nostre nazionali giovanili vincono. Avremo sempre giocatori, poi dipende da come li formiamo e li alleniamo: la Spagna è un paese molto simile e forma continuamente giocatori, stesso discorso per il Portogallo che è anche molto più piccolo tra l'altro. Non vedo altre differenze che quello che facciamo noi”.



