La Fiorentina è morta ed è bene che pensi solo a una cosa: non finire anche sepolta prima (forse) della grande rivoluzione

Era lecito crederci, perché nessuna partita è mai persa in partenza. Poi però, per fortuna, nel calcio il campo dà sempre il giudizio definitivo e inconfutabile. La Fiorentina, che già s’era presentata all’appuntamento in condizioni inaccettabili (ma questo non è colpa di nessuno… o forse sì?), è crollata sotto i colpi d’un Crystal Palace che in campionato è quattordicesimo, ma a cui è bastato lo status di squadra inglese per passeggiare sul cadavere d’una Viola distante anni luce da quella che, sui campi della Premier, un tempo vinceva e si faceva rispettare.
L’emblema del calcio italiano
La partita del Selhurst Park è stata lo specchio della differenza tra il calcio inglese e quello italiano. Da una parte c’è chi corre, dall’altra chi cammina e la Fiorentina ne è la suprema rappresentazione. Ma non è solo una questione di gioco e attitudine: il Crystal Palace non ha fenomeni, ma tanti calciatori funzionali e capaci di rendersi pericolosi adottando varie soluzioni. La squadra di Vanoli invece non solo manca di profili decisivi (non si può pensare che lo sia sempre Fagioli), ma sfida persino la legge ormai più teorica che pratica secondo cui, per arrivare a certi palcoscenici, si dovrebbe possedere perlomeno un certo livello tecnico e tattico.
Calciatori scarsi
Invece no. La Fiorentina è una squadra composta da decine di calciatori scarsi, e bisogna che qualcuno lo dica chiaro e tondo una volta per tutte. Non è un caso se Pongracic prende un’ammonizione a partita, se Comuzzo perde costantemente la marcatura, se Ndour va a passo d’uomo e fa la differenza solo in Under 21 e contro le squadre polacche, se Fabbian ci mette un’ora e mezzo a liberarsi d’un pallone (quando lo tocca), se Harrison ha il passo del Torneo Senzafiato organizzato dalla Play League il giovedì sera. Non è un caso, di conseguenza, se appena il livello si alza si fanno certe figure. A qualcuno erano bastate una buona prestazione con l’Inter e una vittoria a Verona (com’è arrivata, ovviamente, già dimenticato) per illudersi e immaginare scenari luminosi, ma per fortuna il Crystal Palace ha riportato tutti sulla Terra e rivelato finalmente la verità: la Fiorentina è una squadra morta che, da qui a fine stagione, è bene pensi solo a non finire anche sepolta.


