Game, set e pure match. Un sipario europeo (quasi) del tutto calato, ma c'è chi parla di giusto approccio e risultato ribaltabile...

L'esperienza europea della Fiorentina è ad un passo (forse anche meno) dal chiudersi ufficialmente. La serata londinese di De Gea e compagni è stata tristemente in linea con tutto il resto della pietosa annata gigliata: nemmeno quando il palcoscenico diventa importante questa squadra è in grado di alzare il livello, mettendo ancora una volta in mostra la totale assenza di spirito agonistico o di ambizione di una rosa che aveva iniziato il campionato puntando alla Champions League…
Ennesima partita scialba
La Conference League poteva essere lo strumento per riaccende gli animi di una tifoseria ingrigita, ma che raramente ha fatto mancare il sostegno alla squadra all'interno dei 90 minuti. E invece la squadra di Vanoli non è riuscita ad accendere quella scintilla che poteva aprire scenari esaltanti nel finale di stagione. La viola squadra ha recitato per l'ennesima volta un copione noioso e monotono, come se la partita contro il Palace fosse una delle tante; non un accorgimento tattico differente, non un pizzico di fisicità in più contro i tanto decantati giocatori di Premier. E così, contro un Crystal Palace sostenuto da un pubblico galvanizzato dalle prime esperienze europee, la frittata è presto fatta.
Il post-partita e il ritorno
Nel post-partita Vanoli ha però letto il match in maniera piuttosto peculiare, parlando di “buonissimo approccio alla partita” (mentre De Gea parla di primi 30 minuti regalati…) e anche di un “ottimo secondo tempo”. Non ci resta che guardare al ritorno con fiducia (prossima allo zero), d'altronde è lo stesso Harrison a suonare la carica: "dobbiamo restare positivi, la gara di ritorno è in casa nostra e abbiamo già visto succedere cose folli in queste competizioni".



