Il miglior Gosens sboccerà ancora in chiusura? Tra cambio di posizione e un rush finale vista Mondiali

Fin dal suo arrivo alla Fiorentina, Robin Gosens ha cambiato le cose. Il laterale sinistro si è imposto nettamente con una stagione -la scorsa- di altissimo livello, sia per l’incisività (otto gol e nove assist in tutte le competizioni) che per le prestazioni offerte. In breve tempo è diventato un veterano, non eletto come capitano ma riconosciuto come figura guida di un intero spogliatoio.
Come sono cambiate le cose. E l'infortunio non ha aiutato
Poi è subentrata la nuova stagione… e sappiamo un po’ tutti come si è evoluta. La squadra è irriconoscibile e si è ritrovata a lottare, ancora oggi, per il mantenimento della categoria. Nel momento di maggiori sconforto e difficoltà, proprio Gosens è stato alle prese con uno stiramento alla coscia che lo ha tenuto out fino a fine dicembre. Il gol alla Lazio (7 gennaio) è il definitivo segnale di rientro in campo a disposizione di Vanoli.
Un rendimento adattato alle condizioni
Complice anche la lunga assenza da registrare, la seconda stagione del tedesco non fa fare i salti di gioia (finora 3 reti e 3 assist complessivi). Le motivazioni sono tante, la più importante -inevitabilmente- sta in quella tanto inspiegabile e fastidiosa sensazione di smarrimento del gruppo che ha infestato la stagione a lungo. Ha coinvolto tutti, Gosens compreso. E lui, in particolare, ha dovuto anche diminuire il suo contributo per la posizione in campo, passando molto più frequentemente a fare il terzino di una linea difensiva a quattro, perdendo i metri di vantaggio e condividendo la fascia sinistra con un altro interprete, molto spesso Gudmundsson. Ciò significa meno sovrapposizioni, meno folate offensive, meno spinta.
Attenzione alle motivazioni
Gosens, in ogni caso, è un calciatore che ha nelle corde l’iniziativa palla al piede e cerca comunque di farlo vedere. In più riesce a risultare piuttosto ordinato in difesa. Al momento, in ogni caso, la versione del tedesco non è prossima alla migliore: magari subentra anche qualche limite dettato dall’età e dalla stanchezza, risulta frequentemente indietro di almeno un tempo di gioco e fatica a rientrare in tempi brevi quando si stacca. L’anno scorso le motivazioni del finale di stagione hanno fatto impennare il suo rendimento; nonostante il cambio di posizione, conoscendo la sua mentalità, potrebbe essere un fattore importante anche stavolta. Anche perché… ci sarebbe un Mondiale da sognare con la Germania. E lui è già stato chiaro: si giocherà ogni briciolo di possibilità di andarci.


