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Conference League

Questa sera, per la prima volta in quattro stagioni, andrà in scena un turno ad eliminazione diretta della Conference League senza la partecipazione della Fiorentina. Un torneo, il terzo per importanza a livello europeo, che poteva rappresentare per il club gigliato l’opportunità per tornare ad alzare un trofeo ma che negli anni, nonostante le due finali raggiunte, ha spesso riservato più figuracce che serate da ricordare per sempre. Insieme al Crystal Palace, mattatore sul campo dei viola, a giocarsi il trofeo ci saranno lo Shakhtar Donetsk, avversario proprio dei londinesi, mentre nell’altra semifinale si giocheranno un accesso all’ultimo atto di Lipsia lo Strasburgo ed il Rayo Vallecano.  

Celje non è Anfield, ma sempre meglio del divano

E benché in molti a Firenze, consci dei palcoscenici calcati e delle imprese fatte negli anni passati, questa competizione l’abbiano spesso sottovalutata e ignorata, considerato che almeno la prossima stagione la Fiorentina sarà esclusa da qualsiasi competizione UEFA, in molti cambieranno rapidamente idea. È vero giocare contro il Celje o lo Jagiellonia non sarà certo paragonabile all’impresa di Anfield contro il Liverpool o all’ottavo di finale all’Allianz arena contro il Bayern Monaco di Klose e co., ma la possibilità di visita, per i tifosi viola, paesi spesso sconosciuti e giocarsi ogni anno la possibilità di un alzare un trofeo mancherà eccome. Per tanti anni i tifosi viola hanno avuto la possibilità di girare l'Europa al seguito della loro squadra del cuore. 

Il prossimo anno ci farà ricredere su tutto

L’ambizione della piazza resta però quella dei tempi: ogni stagione il tifoso viola pretende il massimo dalla sua squadra, spesso spingendosi oltre le reali aspettative. Ed è per questo, che molti me compreso, in poco tempo capiranno tutto ciò di positivo che ha portato questa competizione alla Fiorentina. Il problema forse è stato un altro, che va oltre alle ambizioni e al volere del tifoso viola. La Conference League doveva essere un trampolino di lancio per la Fiorentina, che permettesse ai Viola di tornare nel calcio che conta dopo anni di latitanza, ma che in realtà non ha fatto altro che farla “adagiare” su se stessa. Questo problema però riguarda soltanto il club della famiglia Comisso, che negli ultimi anni è comunque tra quelli che ha contribuito maggiormente al ranking del calcio nostrano, ma tutto il sistema italiano.

Firenze resta un esempio in Italia

Era dalla stagione 2018-19 che l’Italia non portava nemmeno un proprio club nelle semifinali delle Coppe europee, cos anche la Fiorentina ha fatto tre volte negli ultimi 11 anni. Se si considerano le tre coppe bisogna tornare addirittura al 1986-87: quasi quarant’anni fa, ma quella volta ci furono delle "attenuanti": quattro italiane uscirono ai rigori, una per la regola dei gol in trasferta. Insomma, dopo il disastro della Nazionale l’ennesimo segnale forte che arriva al calcio italiano. La Conference League, attualmente la “terza” competizione europea dopo Champions ed Europa League, esiste dalla stagione 2021-2022 (anno in cui tra l’altro, all’esordio, la vinse un’italiana: la Roma). In precedenza, le tre Coppe europee sono state Coppa dei Campioni (poi Champions League dal 1992-93), la Coppa Uefa (Europa League dal 2009-2010) e la Coppa delle Coppe (fino al 1998-99 e poi “dismessa”.


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