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Fabio Paratici
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Il giornalista e direttore di Italia7 Enzo Bucchioni ha parlato a Radio Bruno, proiettandosi al futuro della Fiorentina sotto tanti punti luce e concentrandosi sul lavoro di Fabio Paratici.

Paratici sta pensando da tempo al futuro, ha le idee chiare sul da farsi. C’è da cancellare una stagione fallimentare e vergognosa, che però non va dimenticata. Nessuno dovrà dire ‘siamo stati bravi’, è il minimo sindacale. Gli 8 punti di vantaggio su Cremonese e Lecce sono un’enormità a 6 giornate dal termine, e non credo proprio queste due squadre abbiano la forza per potersi avvicinarsi. La Fiorentina non è salva matematicamente dopo la Lazio, ma di fatto lo è, le prestazioni sono cresciute sul piano del carattere, si è imparato finalmente anche a perdere tempo. Vanoli va ringraziato, ce l’ha fatta, ma i dubbi rimangono, la squadra non ha un gioco dopo 6 mesi di lavoro, benché il livello tecnico della rosa non sia banale”.

‘Serve un allenatore carismatico, tante aspettative su Paratici’

“C’è da tornare ai valori propri di Firenze: una squadra che faccia un calcio di cui essere orgogliosi, con un allenatore carismatico. Paratici ha tante responsabilità e avrà già identificato il tipo di allenatore giusto, poi vanno presi i calciatori di conseguenza. Cose abbastanza banali quando fai bene calcio, così però non è stato alla Fiorentina, in cui sono state fatte cose che sono ‘anticalcio’. Paratici deve dimostrare di essere all’altezza delle tante aspettative che ci sono nei suoi confronti. Il punto interrogativo è la mancanza di supporto di un grande dirigente a fianco, quindi non potrà occuparsi solo di campo ma dovrà fare anche altro. La Fiorentina è una bella sfida, una società da riorganizzare completamente”.

‘Cosa c’è dietro alla scelta di Paratici?'

Grosso? Serve una società forte, ma è un profilo completamente diverso da Vanoli, giovane e in crescita. È un allenatore che propone un calcio di buon livello, organizzato, l’altro l’abbiamo già visto, poi vanno capite le decisioni societarie. Più facile credere in un certo progetto con un allenatore di prima fascia, ma cambiano i costi, e c’è ancora il fallimento assoluto di Pioli da pagare. La società dovrà valutare, spero che sia fatta una profonda analisi. Dobbiamo capire che garanzie abbia avuto Paratici e cosa ci sia dietro la sua scelta. Se manca il budget? Allora si vende Kean, si incassa e ci si muove di conseguenza, Dodô è un altro che si può cedere, essendo un profilo internazionale”.


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