Vanoli: "Solomon non aveva i novanta minuti, Gudmundsson l'ho visto stanco. Stasera la squadra inglese siamo stati noi"
L'allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli ha parlato così in sala stampa dopo la partita con il Crystal Palace: “Innanzitutto ringrazio i tifosi, dopo tanto tempo abbiamo visto il nostro vero stadio che ci ha spinto dall'inizio alla fine. Purtroppo ad alti livelli il dettaglio fa la differenza e l'abbiamo pagato tanto soprattutto all'andata. Stasera i ragazzi hanno fatto una partita importante sotto tutti gli aspetti, contro una squadra forte e dopo pochi giorni dalla partita con la Lazio. Peccato per l'errore di Fagioli da cui è nata la ripartenza del gol. Poi però siamo stati bravi e ci credevamo davvero, l'abbiamo ribaltata ma nel finale ci è mancata un po' di lucidità e anche i cambi non ci hanno dato quel qualcosa in più. Solomon non aveva i novanta minuti nelle gambe, anche Gudmundsson l'avevo visto stanco”.
Sulle assenze: “Non essere al top all'andata è un rammarico, e in più non siamo stati bravi ad evitare degli errori individuali che ti hanno portato a subire tre gol. In altre occasioni, anche nelle assenze, abbiamo dimostrato comunque di poter essere squadra, a Londra non ci siamo riusciti”.
Sul percorso: “Quando si costruisce qualcosa bisogna partire dalle basi, poi pian piano si può aggiungere qualcosa. Oggi abbiamo giocato a tre perché volevo mettere Ndour, Gudmundsson e Solomon tutti insieme. Quando hai dei calciatori forti il compito dell'allenatore, pur mantenendo equilibrio, è quello di riuscire a metterli in campo tutti”.
Su Piccoli: “Aveva un compito difficile perché doveva allungare la strada e liberare lo spazio per gli inserimenti di Gudmundsson e Solomon. Quest'anno ha messo tanta esperienza, ha giocato tanto e ora non deve abbassare la testa, ma continuare a lavorare per crescere come sono cresciuti Ndour e Fagioli. Quando vai in una piazza esigente come Firenze devi essere esigente anche con te stesso”.
Infine: “Finalmente vedo la rabbia giusta, è l'atteggiamento di una squadra che ci ha provato e non ci è riuscita ma questo è bello. Ho detto ai ragazzi che dobbiamo continuare a crescere, perché il nostro campionato non è finito e lunedì c'è una partita importante a Lecce. Quello che mi è dispiaciuto è non aver potuto dare troppa attenzione alla Conference a causa della situazione in campionato, pur avendola ovviamente sempre onorata fino alla partita di oggi. Stasera la squadra inglese siamo stati noi".


