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Se l'attuale Fagioli è difficile da discutere, fresco anche di ritorno in Nazionale a distanza di due anni, il dibattito più acceso in una Fiorentina che sta finalmente nascendo e mettendo in mostra un po' del suo talento, è sul partner che dovrebbe accompagnare l'ex juventino. Il o i partner, a seconda della lettura che si vuol dare, perché Vanoli si sta spostando sempre più verso il 4-2-3-1 e il doppio play, che lui stesso ha ammesso di necessitare. Dopo la bella prova in Coppa Italia, un po' tutti si aspettavano un bis per Oulai, uno dei grandi colpi del mercato estivo. Vanoli invece ha scelto ancora la coppia Fagioli-Ndour, facendo storcere più di qualche naso.

Ndour o non Ndour

I giudizi sul centrocampista classe 2004 si dividono ormai quasi equamente a metà, tra chi ne sottolinea l'eccessiva lentezza e chi lo vede un po' da tutte le parti, quasi intoccabile. Un caso particolare ma di certo, fin qui il giocatore dell'U21 azzurra non è praticamente mai uscito dal campo, hanno girato un po' tutti tranne lui. Senza per la verità lasciare segni chissà quanto indelebili sulle prestazioni della Fiorentina. Il compitino, il passaggio semplice, qualche contrasto, forse meno di quanto la sua fisicità potrebbe far immaginare, meno spazio per andare al tiro rispetto alla scorsa stagione e una velocità di bordo senza mai cambi di ritmo.

La predica di Vanoli

Su Oulai il tecnico viola si era espresso con grandi termini dopo il Pisa, il che lascia intendere un chiaro apprezzamento per lui. Ancora però non è il momento di rischiarlo nei due ma la sensazione è che il progetto per affiancarlo a Fagioli ci sia eccome. Stando alle idee trapelate, non senza un certo entusiasmo, dalle varie dichiarazioni di Vanoli, la voglia di assortire tutto il talento insieme c'è e il doppio play Oulai-Fagioli è uno dei pezzi di un puzzle ancora in costruzione.


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