Un indotto da quasi un miliardo e una sfida da giocare per il Franchi. A che punto siamo con la candidatura di Firenze a Euro 2032?
Gli stadi che verranno scelti per Euro 2032 porteranno un indotto quasi di un miliardo di euro. Una sfida che Firenze e il nuovo Artemio Franchi devono provare a sfruttare. I posti disponibili per gli stadi “titolari” per la competizione di cui dispone l'Italia (che farà a mezzo con l'altra organizzatrice: la Turchia) sono cinque. A questi si aggiungono tre stadio riserva.
Gli stadi in corsa
Allianz Stadium a Torino, Olimpico a Roma, il nuovo stadio di Milano (a patto che ci si rientri con i tempi di costruzione) e uno tra Napoli e Palermo (per questioni geografiche), hanno già il posto praticamente assicurato. Per gli altri posti è lotta con gli altri impianti e le altre città (14 in tutto).
Firenze c'è
Firenze c'è ed è il lizza. Il fatto che il restyling dello stadio è già iniziato da diversi mesi pone il capoluogo toscano in vantaggio rispetto agli altri impianti concorrenti, con Malagò che ieri ha detto: “La candidatura di Firenze poggia su basi solide. E' avanti”. Ora ci sarà da valutare il tutto, con la sindaca Funaro che ha già avuto una riunione a Nyon e sopralluogo degli emissari UEFA all'impianto in costruzione.
Cantiere: pro e contro
Il cantiere rappresenta sia un vantaggio che il tallone d'Achille della candidatura gigliata. La costruzione di uno stadio dentro uno stadio è un unicum, che potrebbe rappresentare criticità. Gli occhi sono puntati sui lavori al Franchi. E se la Fiorentina decide di entrare a far parte economicamente dal secondo lotto dei lavori, allora il tutto potrebbe assumere una dinamica più interessante e veloce che potrebbe ulteriormente spingere Firenze verso Euro 2032. Lo scrive La Nazione.



