Le doti creative di Pongracic che lo distinguono dagli altri difensori. Non più un riferimento, ma una valida alternativa

L'arrivo di Dragusin come nuovo leader della retroguardia viola, in virtù di un'alternanza praticamente sicura tra i mancini Ranieri e Viery, fa di Pongracic - per la prima volta da quando è a Firenze - una riserva. Una situazione nuova per colui arrivato ‘per non far rimpiangere Milenkovic’, ma il croato ha dalla sua alcune carte da giocarsi per ritagliarsi uno spazio più che dignitoso.
L'arma in più
A discapito di un apporto difensivo non sempre all'altezza, Pongracic può contare su un ottima gestione del pallone, quasi atipica per un centrale difensivo: ai Mondiali, con la Croazia, squadra dove gioca un certo Modric e il cui gioco si basa necessariamente sui suoi colpi di genio, è stato proprio il centrale della Fiorentina a far registrare il maggior numero di passaggi precisi a partita (61) - dote in cui ha primeggiato anche in Serie A con la Fiorentina lo scorso anno - e di lanci lunghi precisi a partita (2.7), quest'ultima una soluzione vista anche ieri per scavalcare la linea avversaria e imbucare per Gudmundsson, Atta o Kean. Cercare l'attacco velocemente, senza passare dal centrocampo, è al momento una prerogativa che solo il croato sa garantire con regolarità.
Serviranno tutti
Dragusin, a differenza sua, è molto più votato alla copertura, all'aggressione e all'anticipo: insomma, il profilo che serviva dopo una stagione che di lacune difensive ne ha viste a iosa. Stesso discorso vale anche per Viery e Ranieri, due profili che non hanno la creatività nelle proprie corde, ricoprendo invece il ruolo di difensore nel senso più tradizionale del termine. Proprio questa spiccata dote di costruzione del gioco deve essere il punto di forza di Pongracic, in vista di una stagione che molto probabilmente, in maniera inedita, lo vedrà meno centrale nel progetto: non è detto però che non possa portare il proprio valore aggiunto, quando chiamato in causa, anche in virtù di un Dragusin che è sì il titolare designato, ma che viene da un 2025 dove non ha mai giocato per la rottura del crociato e che non è detto possa garantire lo stesso rendimento anche sulla lunghezza di una stagione intera.



