Mateo Pellegrino
Mateo Pellegrino. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Per Mateo Pellegrino quella contro l’Inter non sarà una partita come le altre. Domenica, a San Siro, l’attaccante della Fiorentina ritroverà infatti una società che ha fatto parte della sua infanzia, quando da bambino vestì per alcuni mesi la maglia nerazzurra. Stavolta, però, il centravanti argentino avrà una missione ben diversa: aiutare la squadra viola a uscire da un momento estremamente complicato e ritrovare la via del gol. Come racconta La Nazione, Paolo Vanoli sembra intenzionato a confermargli la fiducia dal primo minuto.

Dall’Inter da bambino alla sfida di San Siro

Il legame tra Pellegrino e i nerazzurri nasce nel 2010, quando l’Inter aveva appena conquistato il Triplete e Rafa Benítez era subentrato a José Mourinho. Nello staff del tecnico spagnolo c’era anche Mauricio Pellegrino, padre di Mateo ed ex difensore di Barcellona, Valencia e Liverpool. Proprio in quel periodo, il piccolo Mateo, appena nove anni, entrò nella formazione Pulcini dell’Inter, rimanendo nel settore giovanile per alcuni mesi. L’esperienza si concluse con l’addio di Benítez e del padre alla società nerazzurra, prima del ritorno in Argentina e del successivo percorso di crescita nel Vélez Sarsfield. Domenica il centravanti ritroverà quei colori da avversario, con la maglia della Fiorentina e una responsabilità importante sulle spalle. Un gol contro la squadra che lo ha accolto da bambino avrebbe un significato speciale, ma soprattutto potrebbe rappresentare una svolta per la sua stagione e per quella viola.

Vanoli punta su di lui: serve ritrovare il gol

Secondo La Nazione, al momento non sembra esserci un vero ballottaggio con Beto: Vanoli dovrebbe confermare Pellegrino al centro dell’attacco. Nelle ultime uscite, tuttavia, anche l’argentino ha faticato a incidere, spesso isolato e costretto a duellare con i difensori avversari senza ricevere palloni realmente giocabili. Contro il Como è rimasto in campo per tutta la partita, riuscendo però a concludere nello specchio della porta una sola volta. Un dato che evidenzia le difficoltà offensive della Fiorentina e la necessità di trovare soluzioni per mettere il centravanti nelle condizioni migliori. Il bilancio stagionale parla di tre gol in otto presenze ufficiali, con una rete ogni 183 minuti. L’ultimo centro in Serie A risale all’11 settembre, nella trasferta vittoriosa di Venezia. Da allora il digiuno si è allungato e la squadra ne ha risentito. A San Siro servirà quindi qualcosa in più: non soltanto la capacità di finalizzare le occasioni, ma anche quella di proteggere il pallone, far salire i compagni e accompagnare le ripartenze. Per Pellegrino, la sfida con l’Inter può diventare l’occasione per rilanciarsi proprio contro una squadra che appartiene al suo passato.


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