Viola Confusion - Da Grosso agli Zen Circus: una Fiorentina qualunquista richiama Vanoli

Ho sonno. È lunedì, siamo a settembre inoltrato, la settimana prossima ricominciano le scuole e, questo, da sempre sentenzia che l’Estate, quella con la “E” maiuscola è ufficialmente finita. Situazione difficile. Ancora di più se si è tifosi della Fiorentina di questi tempi e, ancora peggio, se si deve affrontare giornalisticamente l’argomento.
Dopo la sconfitta fratricida interna contro il Toro del sabato appena trascorso, un’idea di cosa scrivere me l’ero anche fatta. Ho visto, purtroppo, la partita. L’ho somatizzata, ho pensato alla playlist da associare in stile Viola Confusion e stamattina ero pronto ad inviare il pezzo.
Poi succede l’imponderabile. Ero andato a letto con Fabio Grosso allenatore della Fiorentina e mi sono svegliato con Paolino Vanoli che mi preparava idealmente un caffè. “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare!” ed eccoci qua. Intendiamoci, è andata molto peggio ai colleghi della carta stampata che la scorsa notte alle 23:30, in seguito al comunicato ufficiale dell’esonero di Grosso da parte della Fiorentina, hanno dovuto disfare e rifare il giornale. Però ecco, tranquilli mai.
Riavvolgiamo il nastro
Sabato pomeriggio la Fiorentina affronta il Torino in casa e Grosso presenta un’altra formazione inedita con l’esordio di “Bobo” Viery in difesa e della coppia Fagioli – Oulai a centrocampo, fino a quel momento mai schierati insieme dall’allenatore abruzzese, neanche a PES. Gioca titolare sulla fascia anche il lampeggiante (nel senso che si accende a tratti) Njie, fresco ex granata e l’unico in campo dal 1’ dei nuovi acquisti last-minute di Paratici. Si spera in un gol dell’ex evidentemente, la partita odierna ci insegnerà che bisogna stare molto attenti a ciò che desideriamo ardentemente, perché poi ci sono buone probabilità che si realizzi. Al contrario, nel caso della Fiorentina. Il Toro del rampante Ignazio Abate si presenta infatti come una Fiorentina Riserve (solo sulla carta) che schiera contemporaneamente Comuzzo, Fortini e Rolly Mandragora titolari, con Biraghi e il Cholito Simeone in panchina. Già da qui si poteva capire che i segnali per l’ennesimo psicodramma viola fossero ben presenti.
Primo Tempo
Eppure proprio la Fiorentina aveva provato a mettere in chiaro subito le cose. La rockstar argentina in the making con sulle spalle un favolistico nome da briscolista incallito, al secolo Mastantuono, si fa ribattere al primo minuto un tiro ravvicinato dal portiere del Toro Perri. Dagli sviluppi di questa azione, proprio Njie non riesce a insaccare con lo specchio della porta quasi libero, grazie ad un salvataggio sulla linea di Fortini. Prima azione e il piano gara del gol dell’ex è già saltato. Il match prosegue con il Torino di Abate che prende possesso del campo e della palla, mettendo in mostra un ottimo Cacciamani, appena acquisito al Fanta dal sottoscritto. Con Oulai fuori al 23esimo minuto per infortunio, i viola si provano a riorganizzare inserendo Ndour ma il copione non cambia: è il Toro che rischia di andare in vantaggio grazie a due squilli di Rollygol che scalda il sinistro e De Gea lasciando molti brividi sulla schiena del Franchi, nonostante i 38 gradi esterni.
Secondo Tempo
Le squadre rientrano in campo e Grosso lascia in panca Franco e Brescianini per fare posto a Gnonto e Atta. La mossa sembra funzionare: dopo appena due minuti, Pellegrino si ricorda di essere stato ingaggiato in qualità di centravanti e decide di tirare dai venticinque metri verso la porta. Evidentemente neanche Perri credeva a questa possibilità tanto che riesce solo ad accasciarsi sul proprio palo mentre il pallone calciato dal Gringo viola entrava beffardamente in rete. Uno a zero Fiorentina e il tifoso medio viola si rianima dopo settimane in attesa di una gioia, in cui è stato costretto a festeggiare il Centenario Viola dopo uno 0 a 3 contro il Frosinone. Impareggiabili.
Tutto molto bello. Peccato che il calcio a Firenze sia diabolico e realizzi i sogni altrui. Dopo il gol viola, la Fiorentina ha l’occasione di chiuderla di testa con Atta, ma Perri questa volta scatta velocemente come l’autovelox di Viale Talenti e salva tutto. Da qui il Toro, grazie ai cambi di Abate e alla sua solida idea di gioco riprende progressivamente il pallino del match fino al momento clou. Siamo al 73’ e Rolly Mandragora tira una sventola da Campo di Marte che fulmina De Gea sul proprio palo sinistro. Vi ricordate la storia del gol dell’ex? Lacrime di Rolly, lacrime nostre anche se per motivi diversi. Uno a uno e tutti a casa, anzi no. Perché dopo soli otto minuti, ci pensa Che Adams a portare in vantaggio il Torino che si prende così i tre punti corsari a Firenze, i primi del proprio campionato. Ci mancherebbe.
Finale e Ribaltone Vanoli
Ma non è finita qui. Ci svegliamo di lunedì e al Viola Park col fischietto in bocca c’è Paolo Vanoli. Di tutti i ritorni al futuro possibili e immaginabili, questo era quello meno probabile. Morale? Al momento non ne ho, però mi è tornato in mente questo. Giovedì scorso sono andato a vedere i sempre ottimi Zen Circus a Sesto Fiorentino in occasione del Festival Liberi Tutti. Al fischio finale di Massa, mi sono ricordato di una loro celebre canzone, no, non Andate tutti affanculo. In I qualunquisti gli Zen cantano: “Ridi scemo e di gusto, che sei nei nel paese giusto, ridi pazzo e piangi forte e tira a campare”. Forse a noi e a Vanoli non resta che questo.
Playlist della settimana
- I qualunquisti – Zen Circus



