Viola Confusion - Semplicemente Noi...anche contro il FrosinArsenal
Dei cento anni di storia della Fiorentina, i primi settanta sono stati anche discretamente vincenti. Almeno per i nostri standard.
I miei quasi quarant'anni di tifo, invece, sono stati scanditi dall'Inno Viola di Narciso Parigi come colonna sonora di momenti altissimi e bassissimi, pochi trofei e soprattutto emozioni così intense da colorare per sempre il mio sangue di viola.
Il Franchi come casa. La Fiesole come salotto
Il rigore parato da Mareggini e il gran rifiuto di Baggio. Il gol di Batistuta al Camp Nou. Il quattro a zero al Milan della Viola di Terim. I gol di Riganò. La zuccata di Fantini contro il Perugia. La vittoria di Prandelli a Liverpool. La tripletta di Rossi. Il gol di Barak a Basilea.
E poi le trasferte con compagni di viaggio che ormai sono leggenda, dove il più lucido al casello assomigliava a Bluto durante il Toga Party di Animal House. L'esame di Statistica quasi compromesso pur di salire in tempo sul pullman per la finale di Coppa Italia a Parma. Il recente, e già storico, corteo tra le strade di Firenze per celebrare il Secolo Viola all'ombra dei nostri monumenti.
La storia continua anche nei drammi sportivi che tutti conosciamo. E soprattutto in quelli umani Ne basta uno per tutti: Astori, capitano per sempre.
Ogni vicenda della Fiorentina è un'istantanea rimasta impressa nella memoria. Ricordo perfettamente luoghi, odori, persone e dettagli di ciascuna di esse: i fumogeni, le birre rovesciate sui giubbotti, gli spintoni, gli abbracci agli sconosciuti, le esultanze fino alla sincope, i telefoni persi in curva, la voce che sparisce, il percorso a ostacoli per riuscire a vedere qualcosa dietro una foresta di bandiere.
La Fiorentina è tutto questo
Per questo, tutto sommato, non mi sono stupito più di tanto del funesto 0-3 casalingo inflitto senza pietà dal FrosinArsenal di Alvini, Raimondo, Calò e Kvernadze nel giorno della festa del Centenario. Me lo sentivo quasi, come se fosse un esito inevitabile.
Semplicemente noi
Perché gli abbracci tra Batistuta e un commosso Rui Costa, gli inchini di Mutu, la classe di Prandelli, gli occhi ancora da ragazzino malinconico di Giuseppe Rossi, i ricordi che ci hanno schiacciato il cuore in una serata amarcord senza fine, non sarebbero stati gli stessi senza una banale sconfitta contro una neopromossa.
Una sconfitta che ci consegna il peggior inizio della nostra storia in Serie A.
Quel finale dolceamaro che piace così tanto al vero fiorentino. Quello che prima lo maledice e poi ne fa una bandiera.
Per questa puntata di Viola Confusion ho deciso di non commentare la partita. L'ennesima sconfitta di questo anno solare. Aspettiamo la fine del mercato e le prossime giornate per capire quale storia racconterà questa stagione. Nel frattempo, tanti auguri Fiorentina. Fra altri cento anni non ci sarò, ma non scambierei quelli vissuti finora con nessun altro.
Playlist della settimana
- Narciso Parigi - Inno Viola



