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Moise Kean

Nelle ultime ore il centrocampista del Genclerbirlgi Franco Tongya, tra i protagonisti della stagione della sua squadra, si è raccontato in una breve intervista a Tuttomercatoweb.com. Il classe 2002 ha spirato le differenze tra il campionato italiano e quello turco, rivelando anche quei giocatori a cui lui stesso si ispira.

"Per me è stata una stagione importante: cinque gol e cinque assist. Ho fatto gol contro squadre importanti tra cui Trabzonspor e Besiktas. Le differenze dall’Italia? Intanto mi preme ringraziare Gianluca Petrachi per la fiducia, per me è come un padre. Mi ha riportato in Italia dopo l'esperienza a Cipro e devo dirgli grazie. Per quanto riguarda le differenze, in Turchia il livello è più alto perché ho giocato contro calciatori affermati come Kanté, Osimhen, Sané e così via".

“Turchia fondamentale per la mia crescita personale, ora serve lo step successivo”

Ha anche aggiunto: ”All'inizio ho dovuto adattarmi. All'estero si va più forte in quanto ad intensità. C'è meno tattica, si gioca più sull'uno contro uno. Si dà più spazio alla giocata individuale. Qui giocano tutti a viso aperto, al di là dell’avversario. Ostacoli sul piano personale invece? Ha dovuto cambiare abitudini, immagino...Sono abituato. Gioco a calcio, quindi non vado a fare qualcosa che non mi piace. Sicuramente ho trovato delle differenze sul cibo, sono abituato a mangiare italiano. Cercavo sempre posti dove poter continuare a mangiare italiano. Sapevo che se qui avessi trovato la giusta continuità sarei riuscito a rendere. Sono contento. Ora voglio fare lo step successivo per la mia carriera".

“Ammiro Yldiz, ma il mio modello è Moise Kean”

Ha anche accennato a chi siano i suoi modelli: "In Italia ammiro Yildiz. E il mio amico Kean che l'anno scorso è riuscito a fare una stagione importante. Siamo cresciuti insieme alla juve, è uno di quelli da cui cerco di trarre il meglio"

“Per ora non so quale sia il mio futuro prossimo..”

Ha poi parlato delle possibilità di tornare in Serie A: "Beh, sono italiano. E anche in ottica Nazionale tornare in Italia sarebbe lo step successivo di cui parlavo prima. Ho girato tanto, ho fatto le cose giuste. E quest'anno penso di aver fatto molto bene. Sarei felice di tornare. La Nazionale? Per tutti giocare in Nazionale è un sogno. Ho fatto tutta la trafila dall'Under 15 all'Under 21. Ora voglio far vedere che sono pronto”.


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