B. Ferrara: "Vanoli merita rispetto ma non parliamo di capolavoro. Mi auguro che la Fiorentina abbia capito una cosa"

Questo pomeriggio il giornalista de La Nazione Benedetto Ferrara, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare alcuni dei temi di casa Fiorentina.
"Io credo che ci siano dei valori assolutamente inalienabili, da quello che sta succedendo: ed uno di questi è il rispetto. Quindi la Fiorentina adesso deve rispettare Vanoli, prendere una decisione e comunicarglielo il prima possibile in modo che anche lui possa programmare il suo futuro. È vero che la stagione ancora non è finita ufficialmente, ma per la Fiorentina lo è almeno negli obiettivi”.
“Impresa si, ma capolavoro anche no”
Ha anche aggiunto: “Quando lui veniva in sala stampa a ribadire e sottolineare il concetto che era stato chiamato dalla Fiorentina per salvare la squadra, ed ora possiamo parlare di impresa ma non certo di capolavoro. I capolavori sono altre cose, non questa stagione della Fiorentina. Le sue parole però credo che servano anche per ribadire a sé stesso quello che, perché va detto che lui è stato il primo a soffrire durante questi mesi: come persona oggettivamente ci ha messo l’animo”,
“Vanoli lontano da Firenze troverebbe lavoro subito”
Due parole su una sua eventuale conferma: “Quelli che lo aspettano sono gli ultimi metri di una stagione maledetta, che fortunatamente è andata bene per come si era messa, e adesso si tratta di ricominciare. Lui fa bene a sperare di essere confermato ma sono convinto che in caso contrario riuscirà comunque a trovare una sistemazione sistema: quello che ha fatto, osservato da fuori Firenze, è qualcosa di importante ricordando la classifica dei viola a dicembre”.
“Mi auguro che la Fiorentina abbia capito come rapportarsi con la sua tifoseria”
Ha poi concluso: ““Mi chiedo se ha la società però interessi capire cosa pensano i tifosi viola in merito, parlare con la tifoseria, e non mi riferisco soltanto alla curva: sono loro che foraggiano il calcio italiano dando i soldi alle televisioni. Interessa o no confrontarsi? Mi chiedo se in questi anni hanno capito dove vivono, perché il Viola Park rappresenta un’oasi nel nulla. Ho visto passi da avanti con la storia delle Legends, ma credo sia una cosa obbligatoria visto l’anno del centenario. Quello che adesso però e riconnettersi sentimentalmente con la tifoseria viola, non soltanto formalmente. In tutti questi anni molti ex viola sono stati trattati come se non fossero gente che appartiene alla nostra storia, mi auguro che finalmente abbiano capito come connettersi con la città”.



