Firenze, una realtà dormiente e illusa dal primo mezzo risultato. Ennesima tabula rasa all'orizzonte, è chiaro il concetto o servono altri rovescioni?
Quando si parla di Fiorentina molto si discute e molto si dice a proposito di dimensioni, ambizioni, campioni (ma la lista di quelli con gli ‘oni sarebbe sterminata) ma di base il dibattito rimane sempre rasoterra e negli ultimi anni (gli ultimi sette di sicuro ma anche qualcuno prima) non si è mai evoluto, ancorato com’è ad una mediocrità su cui un po' tutto l'ambiente pare essersi adagiato. La Fiorentina di Commisso non ha mai voluto fare alcun tipo di salto, accontentandosi di raccontare la sua realtà come la migliore possibile e raccogliendo perfino grandi dosi di devozione.
Un reset dopo l'altro, una rivoluzione dopo l'altra, la Fiorentina ha sempre montato e rismontato, cambiando l'ordine degli addendi ma non il risultato, secondo la più classica versione di Gattopardismo possibile. E' un ambiente a cui piace illudersi, sognare per il ‘balocchino nòvo’ di turno e poi tornare a disperarsi. Il destino di chi decontestualizza e dimentica: d'altronde erano bastati due-tre risultati prima della sosta a far tornare d'attualità alcune possibili conferme, a partire da quella di Vanoli. O perché no il simpatico Dodo, divertentissimo sui social. E che dire di Ranieri e Mandragora? Loro sì che si impegnano e sudano la maglia, si vede che ci tengono! Un intenerimento che francamente fa cadere le braccia, per non tornare a citare gli 'oni di cui sopra.
Alla Fiorentina serve non solo l'ennesima tabula rasa ma anche un repulisti generale che tocchi vari punti del club. Ma servirebbe soprattutto una ricostruzione ambientale, molto più complessa e che solo un reale innalzamento del livello sportivo potrebbe suscitare. I rovescioni come quello di Londra hanno quantomeno lo scomodo ruolo sociale di risvegliare qualche mente addormentata o intenerita dal pareggi(in)o con l'Inter. A patto che il primo ad essere già sveglio e conscio di tutto sia Fabio Paratici.



