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Benedetto Ferrara

Nella sua rubrica Rock & Gol su La Nazione, Benedetto Ferrara parla già della rivoluzione che dovrà arrivare in estate:

"Se il calcio è un mondo che mette insieme affari e campo va detto che la Fiorentina è riuscita a compiere una missione non sempre facile: fallire su tutti e due i fronti. La Fiorentina è riuscita a portare alle dimissioni Palladino a un passo dall’avvio della stagione. Il che ha voluto significare sbattersi alla ricerca di un sostituto tenendo ben stretto il coltello dalla parte della lama, perché il manico lo stringeva in pugno Pioli. E poi? Poi si è dimesso Pradè e Ferrari, sempre impugnando la lama del citato coltello, è andato a pregare Fabio Paratici. Niente di male o di strano. Determinate professioni hanno bisogno di guardare lontano, di programmare. L’esempio serviva solo per sottolineare come la società si trovi sempre a trattare in ginocchio. 

Se poi guardiamo il parco giocatori, beh, c’è da mettersi le mani nei capelli. Il buon Piccoli è costato 25 milioni. E non è colpa sua. Vogliamo parlare di Gudmundsson? Due stagioni di quasi niente per più di venti milioni. Poi basta l’affare Fabbian a chiudere il cerchio. Troppi soldi buttati e una squadra (e non solo) da ricostruire. Se poi ascoltiamo le dichiarazioni di Renato Tre a Zero nel dopo partita ci viene da piangere. Ma non c’è tempo. Prima la salvezza, poi le lacrime".


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