Un "non intervento" che è valso quanto una parata: la freddezza del folle Christensen ha salvato la Fiorentina
Sarà un dei temi che terrà banco da qui al 9 aprile, giorno dell'andata dei quarti di Conference League tra Crystal Palace e Fiorentina. Dopo aver scelto Lezzerini ai playoff e Christensen agli ottavi, chi schiererà tra i pali Vanoli? L'impressione è che, vista la portata dell'avversario e l'alta posta in palio delle semifinali, a difendere la porta viola tornerà De Gea, ma vedremo cosa succederà da qui alle prossime settimane.
Un buon Christensen
Intanto, però, è doveroso spezzare una lancia in favore di Christensen. Il portiere danese non può competere con De Gea tra i pali e sul piano dell'esperienza, ma nelle due gare con il Rakow si è fatto apprezzare sotto altri aspetti. In primis le uscite, fondamentale in cui s'è dimostrato sicuro e coraggioso. E poi, in Polonia, per un episodio particolare.
Un “non intervento” decisivo
Quando Brunes l'ha scartato, finendo a terra e conquistando in un primo momento il calcio di rigore, l'impressione è stata quella d'una clamorosa ingenuità da parte di Christensen. L'ex Hertha Berlino, invece, è stato straordinario nel mantenere la freddezza necessaria per ritrarre le braccia, resistendo alla tentazione di cercare il pallone ed evitando quindi l'altissimo rischio di commettere fallo. Un “non intervento” che è valso quanto una parata, dimostrazione di grande lucidità da parte d'un portiere che solitamente è tutto istinto.


