Vice-Kean, parte due: le doti di Pellegrino che permettono flessibilità tattica alla Fiorentina. E se queste sono le premesse...
La prima uscita ufficiale della stagione della Fiorentina è andata secondo i piani: oltre alla curiosità verso una rosa profondamente rivoluzionata, c’era altrettanto interesse verso la condizione fisica e l’attitudine sul piano comportamentale di Moise Kean, uno che l’anno scorso c'è stato forse fisicamente – e anche questo, non certo con regolarità – ma sicuramente non mentalmente. Chissà che questo ‘risveglio’ non sia in parte dovuto all’arrivo di un concorrente di livello…
Déjà-vu
Le premesse sono in realtà simili a quelle dell’anno scorso: l’attaccante principale può andare via da un momento all’altro, per cui la Fiorentina sceglie di coprirsi investendo sulla sua alternativa. Con Piccoli, lo sappiamo, non è andata come sperato; non deve però sorprendere che Paratici abbia puntato con decisione su Pellegrino, prima anche di coprire altri ruoli che, almeno numericamente, necessitano di maggiore attenzione. L’argentino, esattamente come Piccoli, arriva per dare ‘il piano B’ a Kean, che fino a pochi giorni fa sembrava nel mirino del Como e con un piede fuori dalla porta. Certamente, in caso di partenza di Moise, Paratici ha scelto di coprirsi con il suo successore: ma in una prima stagione di convivenza, con una competizione in meno e quindi un calendario meno fitto, come va letto il suo acquisto?
Le prime indicazioni
Pellegrino è un attaccante fondamentalmente diverso da Kean, e questo permette maggiore flessibilità alle idee tattiche di Grosso: se infatti l'italiano preferisce attaccare la profondità e scattare sulla linea del fuorigioco, l'ex Parma preferisce il pallone addosso, giocando da fulcro, per poi ripresentarsi in area e concludere di testa, fondamentale nel quale giganteggia. Allo stesso modo, ieri sera abbiamo visto un Kean allargarsi spesso e volentieri sulla fascia, più propositivo e ‘dentro il gioco’, mentre negli anni scorsi ha svolto un ruolo più da riferimento centrale in mezzo ai difensori. Se è questa la veste tattica che Grosso ha in mente per il nuovo numero 9 viola, allora viene facile pensare che l’attaccante di posizione e di supporto alla manovra sarà invece Pellegrino.
Parlano i dati
Col Parma, l’anno scorso, Cuesta gli ha costruito attorno il proprio gioco, affidando a lui la produzione offensiva: basti pensare che Valeri, terzino sinistro di spinta dei ducali, è stato il giocatore di Serie A che ha crossato di più senza contare i corner, mantenendo una media di 6.3 a partita. Ed infatti è stato proprio Valeri a realizzare 5 assist per l’argentino, la metà precisa del suo bottino totale da quando è al Parma. Con Pellegrino in campo, quindi, Grosso dovrà saper adattare i propri terzini – che ieri abbiamo visto essere dotati di notevoli spunti in ottica offensiva – alla ricerca della ‘boa’ che, in mezzo all’area, può creare grandi problemi alle difese avversarie: l’asse Joao Mario-Kean ha già funzionato, così come quello Atta-Gudmundsson, due situazioni diverse ma due reti arrivate da un cross. Se questo è un fondamentale su cui la Fiorentina vuole puntare, allora Pellegrino è senza dubbio tra le migliori scelte possibili per il proprio centravanti.



