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Luis Balbo
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

La Fiorentina ha fatto un passo avanti, ma guai a pensare che sia finita. La vittoria contro il Verona ha ridato ossigeno, questo sì, ma la classifica resta corta e la sensazione è una sola: servirà combattere fino all’ultimo minuto dell’ultima giornata.

Con 32 punti in tasca e sette partite ancora da giocare, la squadra viola si trova in quella zona grigia dove basta poco per respirare… o per precipitare. Dietro non mollano: Cagliari, Lecce e Cremonese restano agganciati, mentre Verona e Pisa continuano a fare da spettatori interessati, pronti ad approfittare di ogni passo falso.

Un finale tutto da scrivere

Il campionato entra nella sua fase più crudele. Non conta più solo come giochi, ma quando colpisci e quanto reggi la pressione. Ogni partita pesa il doppio, ogni errore può diventare fatale.

La Fiorentina arriva a questo sprint finale con un minimo di fiducia in più, costruita nelle ultime settimane. Ma non basta. Servono continuità, nervi saldi e soprattutto punti. Perché le avversarie non staranno a guardare.

Calendari a confronto: chi rischia di più

Guardando gli impegni da qui alla 38ª giornata, emerge un dato chiaro: nessuno ha un cammino semplice. Tutte le squadre coinvolte nella lotta salvezza dovranno affrontare almeno un paio di big, oltre a una serie di scontri diretti che valgono più di qualsiasi altra partita.

E sono proprio questi incroci a fare la differenza. Vincere contro una diretta concorrente non significa solo prendere tre punti, ma togliere ossigeno a chi ti sta dietro. È lì che si decide tutto.

La Fiorentina ha il destino nelle proprie mani

La squadra viola, oggi, è padrona del proprio destino. Non deve guardare troppo gli altri: deve pensare a sé stessa. Se riuscirà a mantenere un rendimento solido e a sfruttare le partite chiave, la salvezza è assolutamente alla portata.

Ma attenzione: abbassare la guardia adesso sarebbe un errore imperdonabile.

La sensazione è che questa corsa si deciderà sul filo. E in questi casi, più che la tecnica, contano testa, fame e lucidità.

La Fiorentina è ancora lì.
Ma ora viene il difficile.


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