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Episodio al limite del tragicomico quella andato in scena al Franchi nella sfida tra Fiorentina e Lazio. Sotto la lente d'ingrandimento, questa volta con immagini e audio, c'è ancora il calcio di rigore non concesso ai biancocelesti dopo un contatto tra Mandragora e Noslin. Ripercorriamo attraverso le parole dei protagonisti arbitrali la scena.  

La revisione del VAR

"Lo tocca, ma non è mai fallo perché non è step on foot. Salta come un matto" dice l'arbitro Fabbri immediatamente dopo la sua decisione arbitrale, con ammonizione per simulazione di Noslin. Dal Var la reazione è diversa: "E' rigore, gli dà un calcio sul piede" dice subito l'Avar Aureliano. E poi lui e il Var Paterna aprono il dialogo con il direttore di gara: "Te lo faccio rivedere". L'arbitro risponde prima di andare al monitor: "È uno step on foot o si scontrano?". Subito la risposta da Lissone: "Si tratta di un calcio sulla tibia-piede" dice Paterna.

La revisione al monitor di Fabbri

Fabbri la va a rivedere al monitor ma non è d'accordo con i colleghi: "È un contatto con la pianta del piede, oltretutto cerca di levare la gamba". E la risposta dell'Avar Aureliano: "Questo è un calcio". Successivamente arriva un'altra richiesta dell'arbitro. "Fammelo vedere in dinamica, perché se mi fai vedere un fermo immagine... Voglio capire l'intensità del calcio. La tira praticamente indietro la gamba". Risponde di nuovo l'Avar Aureliano: "La tira avanti, non indietro". Di nuovo Fabbri: "Non c'è forza, non c'è dinamicità, per me non è calcio di rigore". Poi gli fanno vedere anche un'altra telecamera ma la posizione del fischietto della sezione di Ravenna resta la stessa: "Vabbè ma è un contatto". Ancora dalla sala monitor, l'Avar: "E' un calcio, diglielo che è un calcio almeno" dice Aureliano. E il Var Paterna risponde: "Fai decidere lui". Infine il direttore di gara conferma la sua decisione nel non assegnare il penalty e ammonire Noslin per simulazione. 

Aureliano, tutto quello che non dovevi fare l'hai fatto

Audio e immagini che inchiodano l'Avar Aureliano, che ha tentato (e in parte ci è riuscito) di scavalcare il Var Paterna e anche l'arbitro, che però è rimasto sulla sua ferma decisione sull'entità del contatto, che deve essere valutata in campo. Una presa di posizione, quella di Aureliano, che non è piaciuta ai vertici dell'AIA, che da sempre hanno cercato di spiegare come la gerarchia fosse uno dei principi fondamentali per le revisioni e le decisioni al Var. 

Le immagini

 


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