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Paolo Vanoli
Paolo Vanoli. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

La sensazione che la Fiorentina sia stata allestita, e dovesse giocare, per attaccare e cercare la porta c'era un po' da inizio mercato, dalle skills qualitative inserite in rosa e dall'inserimento poi di calciatori talentuosi in zona offensiva. Chiaro un po' a tutti, tranne che al tecnico scelto inizialmente da Paratici: con Grosso la Fiorentina in realtà era di fatto il nulla ma di certo non dava l'impressione di poter aggredire partita e avversario. Altro che attaccare e riempire la metà campo offensiva.

Un sorprendente Vanoli bis

Il Vanoli che si è ripresentato al Viola Park ha un volto decisamente e piacevolmente diverso da quello che si barcamenava la scorsa stagione, alla ricerca dei punti con le unghie e con i denti, con una rosa non certo da retrocessione ma raccolta a buoi già ampiamente scappati dalla stalla. Già a Venezia all'esordio i suoi primi diktat, con un Atta più avanzato e Fagioli rigenerato, con Viery da terzino bloccato e tra i vari cambi, l'ingresso di Gnonto per Atta a ufficializzare il 4-2-3-1. Modulo poi riproposto in Coppa Italia e a tratti anche ieri contro il Napoli, in una fase delicata della gara. Del resto di avere tanto talento a disposizione l'ha ammesso lui stesso, già prima di tornare a Firenze e la sua metamorfosi, unita a quella della rosa, va di pari passo con quanto il tecnico racconta ai microfoni. L'ultimo step sarà quello di potersi permettere i tre giocatori offensivi sulla trequarti, insieme ai due più qualitativi davanti alla difesa: le premesse per arrivarci, Vanoli l'ha già accennate.


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