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Giuseppe Commisso
Giuseppe Commisso. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Sono passati ormai quasi quattro mesi dalla scomparsa del presidente della Fiorentina Rocco Commisso. Un lutto che ha colpito la società viola in una stagione difficilissima sotto l'aspetto sportivo e che sicuramente non ha aiutato il club nella gestione delle difficoltà. 

Idee chiare, più o meno

La malattia del presidente viola, però, era già nota da tempo, così come le sue condizioni critiche. Anche per questo le idee sul da farsi in casa viola sono state piuttosto chiare fin da subito: Giuseppe Commisso, il figlio, ha preso il posto del padre al comando della Fiorentina. Un passaggio che temporalmente è coinciso con l'arrivo a Firenze di Fabio Paratici, nuovo direttore sportivo viola da inizio febbraio. 

Toccata e fuga

Dall'ufficialità di Paratici, però, i due non si sono mai incontrati. Nemmeno per la conferenza stampa di presentazione che anzi, ha visto la ripartenza di Giuseppe Commisso junior verso gli States solo poche ore prima. Da quelle ore in poi del presidente viola se ne sono perse praticamente le tracce. A Firenze l'apparizione alla commemorazione in Duomo per il padre, la presenza per Fiorentina-Como in Coppa Italia e poco altro. Sicuramente una cosa ribadita più volte anche alla madre: la famiglia Commisso vuole continuare il lavoro di Rocco a Firenze. 

Una domanda legittima

La domanda che ci si pone, soprattutto alla vigilia di una stagione che chiede ad alta voce una discreta rivoluzione all'interno dell'organico Fiorentina, è in che modo la famiglia Commisso vuole rimanere al comando del club. La scelta di Paratici è stata in tal senso abbastanza esplicativa: è stato scelto un uomo per dargli il pieno controllo del club, una sorta di successore di Barone (con le dovute differenze, ci mancherebbe) che gestisce il tutto insieme al dg Ferrari.

Una scelta strana

Si, ma poi? La scelta di Giuseppe Commisso, il neo presidente della Fiorentina, di lasciare la città appena poche ore prima della conferenza stampa di Paratici è stata sorprendente, se si pensa al ruolo che gli è stato affidato. E ora che resta del numero uno viola? Solo qualche storia Instagram per incoraggiare la squadra (con il solito messaggio ogni volta), magari postata sui social per festeggiare inspiegabilmente vittorie amare come quella contro il Crystal Palace, che è valsa l'eliminazione dalla Conference dopo la figuraccia di Londra. E poi qualche dichiarazione su Maratazzo, sulla Real Sociedad e poco poco altro. 

Cosa si vuole fare da grandi?

Chuso il discorso salvezza, è naturale che Firenze pretenda risposte anche e soprattutto dalla proprietà viola, al di là del Franchi e dei soldi pronti ad essere investiti nel Franchi. Che ne sarà della Fiorentina? Che ne sarà del club? Tutto in mano a Paratici, ma poi? Giuseppe Commisso, in soldoni, cosa vuole fare da grande? Una domanda a cui va trovata una risposta. Altrimenti la rivoluzione rischia di essere strutturata su una base debole. Di nuovo.        

 


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