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Luigi Apolloni
Luigi Apolloni

La Fiorentina è chiamata ad un vero match da dentro e fuori contro il Parma, allora FiorentinaNews.com ha raggiunto l’ex difensore centrale proprio dei gialloblù ed oggi allenatore Luigi Apolloni. L’ex calciatore anche della nostra Nazionale, che ha vinto tanto con la maglia del Parma (è il giocatore con più presenze nella storia degli emiliani), ha detto la sua sulla situazione della squadra viola e sul match di domenica prossima in programma al Franchi.

Com’è la situazione della Fiorentina vista da fuori: la disfatta di Udine rischia di abbassare nuovamente le chance salvezza della compagine gigliata?

“A mio parere, no. La Fiorentina era mentalizzata per un altro campionato con Pioli. Le cose non sono andate come si sperava e si sono trovati catapultatati in una situazione completamente diversa. Per concentrarsi su un obiettivo differente dall’Europa, serviva una sterzata mentale con il tempo, che ancora non si è completata. Non ci si salva dall’oggi al domani, tutti devono stare sul pezzo, pensando come una squadra che non deve retrocedere, in ogni singolo allenamento e partita”.

Tanti, troppi gol presi su palle inattive e colpi di testa. Ad un allenatore ed ex difensore come lei chiedo come sia possibile che non si sia riusciti a trovare, dopo tanti mesi e due allenatori diversi, una soluzione a questa grave problematica?

“Anche qui la difficoltà è mentale. Ci sono stati due allenatori che avranno provato di tutto: marcando a uomo, a zona, o con la zona mista. Poi mettiamoci pure la bravura degli avversari. Comunque solo col lavoro quotidiano se ne può uscire, non ci sono altre soluzioni. Servono equilibrio, convinzione e mentalità giuste per salvarsi”. 

Domenica c’è Fiorentina-Parma: i gialloblù hanno nove punti più della squadra viola e con una vittoria ipotecherebbero definitivamente la salvezza. Chi vede favorito per il match del Franchi? 

“Non vedo una squadra favorita, è una partita delicata ovviamente più per la Fiorentina, mentre il Parma è più tranquillo. I viola devono abituarsi, appunto, a questa tensione, che hanno anche le altre squadre che lottano per la salvezza, con la consapevolezza che ci si può salvare anche all’ultima giornata”.

Si aspettava il crollo di rendimento avuto da De Gea in questa stagione?

“Il rendimento di De Gea rispecchia quello di tutta la Fiorentina, come l’anno scorso era rinato quando c’era una grande Viola. È un portiere forte, determinante, che può dare ancora tanto alla Fiorentina e che ora risente delle difficoltà di tutta la squadra”.

Concludiamo con un giudizio sul lavoro di Vanoli. Troppo discontinua anche la sua di Fiorentina, a cosa imputa tutti questi alti e bassi?

“Torniamo allo stesso discorso purtroppo. La squadra pensava all’Europa, come ha affermato lo stesso tecnico. E la testa dei giocatori è ancora divisa in due parti, metà che pensa alla salvezza e metà all’Europa. Quando la testa sarà tutta per la salvezza, le cose cambieranno definitivamente in meglio. A volte gli allenatori trovano la soluzione velocemente (mi viene in mente l’impatto di D’Aversa al Torino); in altre situazioni, come in questo caso, serve più tempo per mentalizzarsi alle giuste frequenze, con l’appoggio pure di stampa e tifoseria. Serve anche questo di aiuto per svoltare”.


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