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Giuseppe Commisso

Sarà la festa della Fiorentina. Sarà la festa dei tifosi. Sarà la festa di chi, nonostante tante e cocenti delusioni, continua ad amare incondizionatamente i colori della squadra che rappresenta la città di Firenze. Sarà la festa dei 100 anni della squadra gigliata e, inevitabilmente, porterà la firma, semi-indelebile, della famiglia Commisso

Polemiche, inviti e assenze

E come ogni grande evento che si rispetti, anche il Centenario viola si sta portando dietro settimane di attese e polemiche. La più evidente riguarda Giancarlo Antognoni, l'Unico 10 e bandiera storica della Fiorentina, che più volte, in questo avvicinamento ai festeggiamenti, ha annunciato la sua assenza all'evento. Alla base della decisione c'è il rapporto ormai incrinato da anni con l'attuale proprietà viola. Una presa di posizione che lascia un profondo rammarico nei tanti tifosi che hanno visto Antognoni indossare la maglia gigliata e in quelle generazioni che ne hanno conosciuto le gesta solo attraverso i racconti dei propri padri e dei propri nonni. Nelle ultime ore anche lo storico portiere viola Giovanni Galli ha confermato che l'invito alla festa del 2 settembre, in programma allo stadio Franchi, gli è arrivato soltanto nella mattinata del 30 giugno, via e-mail. Un invito freddo e impersonale, che aveva già fatto storcere il naso a molti, Antognoni compreso. 

Tutto preventivabile

Le polemiche si rincorrono, i fatti restano. E guardando al recente passato, immaginare uno scenario del genere non era certo un esercizio di fantasia. La proprietà Commisso, prima con Rocco e poi, soprattutto, con l'assenza di Giuseppe, ha sempre dato l'impressione di essere distante, se non dalla storia viola, quantomeno da chi quella storia l'ha costruita e da chi ha guidato la società prima del loro arrivo. 

Dagli striscioni dei Viola Club al Museo Fiorent… Viola

E i particolari, tutt'altro che irrilevanti, lo raccontano con chiarezza. Vi ricordate il Franchi tappezzato dagli striscioni dei tanti Viola Club storici? Da anni sono spariti, sostituiti da striscioni tutti uguali, viola, con al centro il nome dei vari club in bianco. Una semplice scelta estetica, potrebbe dire qualcuno. Forse. Se poi si vuole allargare lo sguardo, basta prendere l'esempio del Museo Viola, ex Museo Fiorentina, che pochi mesi fa ha dovuto cambiare nome per un accordo raggiunto in seguito un'azione legale promossa proprio da ACF Fiorentina per presunta "concorrenza sleale". E, come è facile immaginare, l'associazione – che invece era stata tra gli organizzatori delle celebrazioni per i 90 anni della Fiorentina – non avrà alcun ruolo nei festeggiamenti ufficiali del Centenario. Il Museo, comunque, continua a portare avanti in autonomia eventi e iniziative dedicate ai cento anni della società. 

Mettiamoci l'anima in pace

Per non parlare dei numerosi attriti che si sono susseguiti nel corso di questi anni di gestione, sia sul piano della comunicazione sia su quello delle relazioni. Con gli addetti ai lavori, ma anche con una parte della tifoseria. Sarà la festa della Fiorentina. Ma sarà anche una festa che porterà, nel bene e nel male, la firma della famiglia Commisso. Una proprietà che, fin dal suo insediamento, ha preferito guardare quasi esclusivamente al futuro, lasciando talvolta in secondo piano chi la storia della Fiorentina l'aveva scritta e l'aveva accompagnata fino all'inizio dell'era italo-americana.


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