Quando la ‘caccia al pupillo’ non sempre rende come ci si immagina: Grosso, Paratici e un mercato che deve alzare il livello della squadra
L’eventuale arrivo alla Fiorentina di giocatori particolarmente legati a Fabio Grosso, come Kristian Thorstvedt e Cristian Volpato, rappresenterebbe un’opportunità ma anche una scommessa che il club viola non può permettersi di sottovalutare. Le indiscrezioni di mercato delle ultime settimane indicano questi profili del Sassuolo tra i preferiti del nuovo tecnico viola, che li conosce bene dopo l’esperienza condivisa in Emilia. Tuttavia la storia recente della Fiorentina insegna che affidarsi eccessivamente ai “pupilli” dell’allenatore può trasformarsi in un boomerang, soprattutto quando le scelte vengono guidate più dalla fiducia personale che da una valutazione complessiva delle esigenze della rosa.
I precedenti con Italiano e Palladino
Il primo precedente è quello di Vincenzo Italiano con M'Bala Nzola. Dopo averne apprezzato le qualità allo Spezia, il tecnico ne spinse l’acquisto a Firenze, ma l’attaccante ha mai inciso con continuità, diventando uno dei simboli di un mercato poco efficace. Una situazione simile si è verificata anche con Raffaele Palladino, che ha fortemente voluto Andrea Colpani nel mercato estivo e Pablo Marì in quello invernale dopo averli allenati al Monza. Entrambi arrivarono con grandi aspettative, ma il loro rendimento non è stato all’altezza dell’investimento tecnico effettuato dalla società. Questi casi dimostrano come il legame tra allenatore e giocatore non certifichi automaticamente il successo in un contesto diverso e più esigente come quello viola.
Serve chi può alzare il livello da subito
Per questo motivo la Fiorentina dovrà valutare eventuali innesti come Thorstvedt e Volpato innanzitutto per il loro valore assoluto e non soltanto perché funzionali alle idee di Grosso. Il norvegese offre fisicità e inserimenti, mentre il nazionale australiano rappresenta un investimento interessante per il futuro con le sue qualità da esterno puro, e senza dubbio possono essere pedine utili per i viola. Ma costruire una squadra seguendo esclusivamente le indicazioni del nuovo allenatore, come del resto accade spesso in tante altre società, potrebbe anche esporre il club agli stessi errori commessi in passato, e quindi il confronto tra tecnico e ds diventa in questo caso più che fondamentale che mai. Alla Fiorentina servirebbe chi può alzare il livello fin da subito, e Paratici dovrà giocarsi le migliori carte sia per soddisfare le richieste dell’allenatore che per arrivare a profili che possano essere delle vere garanzie in campo.


