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Commisso Tifosi

Una premessa: nessuno, ma proprio nessuno può dire niente ai tifosi della Fiorentina, spettatori paganti di uno spettacolo indegno in quest'ultima stagione. Amanti dei bei risultati ma più in generale dello spettacolo e del bel calcio, hanno dovuto fare a meno di entrambe le cose. In un Franchi dimezzato dai lavori e sempre meno dodicesimo uomo in campo. Quanto mancano, a tutti, quelle giornate con lo stadio pieno, con la Fiesole tutta viola e quanto soffrivano gli avversari quando venivano a giocare a Firenze. 

Tutti tranne la proprietà

Oggi tante cose sembrano cambiate (in città ma in generale ovunque) e anche l'amore per la Fiorentina sembra in generale essere trasformato. Nei momenti più duri la contestazione (che un tempo sarebbe stata feroce) c'è stata, ma decisamente sottotono. E soprattutto, nel finale di stagione, ha toccato tutti tranne la proprietà. 

Invece, come sempre accade, chi comanda è il vero responsabile di anni difficili e sbagliati. Anche fosse vero che gli investimenti sono stati tantissimi nella Fiorentina, complicato sarebbe non vedere i tanti errori, calcistici e non solo, che sono stati commessi. E anche quanto non si sia riusciti a riavvicinare la città e i fiorentini alla squadra, sbagliando dirigenti, atteggiamenti, comunicazione, progetti calcistici. 

Stesse domande

Sette anni di gestione Commisso sono tanti. Soprattutto se si pensa che l'ultima stagione si è conclusa come la prima, lottando per la salvezza fino ad una manciata di giornate dalla fine. Ma cosa è cambiato davvero dall'inizio? Tutto e nulla. Non ci sono più, per cause di forza maggiore, Commisso e Barone. Non c'è più Pradè, dopo tanti anni e poche soddisfazioni, c'è sempre Ferrari, passato dal ruolo di addetto stampa a quello di direttore generale, e poi adesso Paratici e Goretti. Ma le vere domande rimangono le stesse: chi comanda? Dove vuole andare questa Fiorentina? Come possono accontentarsi di tutta questa mediocrità? 

Un po' di nostalgia, dei vecchi tempi, ce l'abbiamo. Quel calcio li ci piaceva molto di più. Oggi sembra tutto passare in cavalleria.


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