Tanti acquisti con un solo obiettivo: riportare la Fiorentina ai fasti di un tempo. Peccato solo per una cosa…

Viery, Dragusin, Atta, Jimenez, Oulai: la Fiorentina è attualmente la regina indiscussa del calciomercato estivo 2026, avendo acquistato alcuni tra i ragazzi, giovani e giovanissimi, più interessanti sul mercato internazionale. Ma veniamo a quello che ha in mente l’ambiziosissimo Fabio Paratici per la squadra viola.
Acquisti per il presente ma, soprattutto, per il futuro
Ovvio che arriveranno anche le cessioni prima o poi, pure di eccellenti, perché bisogna finanziarsi in qualche maniera, ma la Fiorentina ha cambiato totalmente forma mentis. Perché oltre ai giovani per la Prima Squadra, sta inserendo dei giovanissimi molto forti (per la Primavera e per le squadre ancora sotto). Il tutto a suffragare il difficile ma buon lavoro fin qui di Paratici che, ricordiamolo, andrà giudicato nel medio-lungo periodo. Sì, perché ai giovani, anche quelli forti, non si può chiedere tutto e subito, ma possono senz’altro aprire un grande ciclo, che porterà la Fiorentina potenzialmente a migliorarsi ed autofinanziarsi anno dopo anno.
Ma se qualcuno vi dice che in un lasso di tempo dai 3 ai 5 anni si possa tornare a vedere lo scudetto in riva all'Arno, non dategli del matto stavolta: il progetto dell'ex dirigente del Tottenham mira, col tempo, ad ottenere proprio il massimo possibile. D’altronde, l’appeal che ha ridato alla Viola e l’organizzazione quasi maniacale di ogni aspetto della società sono due fattori che rappresentano altrettanti indizi fortissimi in tal senso.
Una sola pecca con Gosens
Senza voler cadere assolutamente nella facile polemica, in quest’inizio di estate così straordinario stride soltanto una cosa: le modalità dell’addio di Robin Gosens che, stando proprio alle sue parole rilasciate nel momento della separazione, sicuramente non fanno una pubblicità positiva alla società viola, per l’impegno, la serietà e l’attaccamento alla maglia dimostrati dal giocatore tedesco in tutti i due anni di maglia viola.
Nessuno critica la scelta di rinunciare al giocatore, ci mancherebbe, visto che è legittima e forse anche giustificata, ma forse si poteva evitare un trattamento così distaccato e robusto nei confronti dell’ex calciatore di Inter ed Atalanta. Se siamo tutti bravi a criticare certi atteggiamenti sbagliati dei giocatori, onestà intellettuale impone che anche le società seguano certi canoni di comportamento.



