Atta: "A Firenze vidi una bella atmosfera anche quando vincemmo con l'Udinese. Devo scoprire la città, porto il dribbling dalla Francia"

Uno dei volti nuovi di questa stagione viola è Arthur Atta, che ha parlato a Romanzo Calcistico di alcune tappe della sua carriera e dell'attualità in maglia viola:
"Ho iniziato come giocatore di campo da piccolo, un giorno però dovevo fare un torneo con la squadra più importante della stagione e avevano bisogno di un portiere.
Il primo giorno l'ho fatto ma non era un ruolo in cui mi trovavo bene, il giorno dopo mi hanno spostato in mezzo al campo ed è andata subito meglio.
La trivela? L'ho sempre vista fare a Quaresma e Payet ma io non sono a quel livello. Proverò a migliorarla.
Differenze con la Ligue 1? C'è più spazio per giocare perché le difese sono più allargate, in Italia il gioco è più chiuso e tattico. Se vuoi migliorare però bisogna venire in Italia, ho imparato tante cose che non pensavo quando ero in Francia.
Il mio gioco basato sul dribbling? Faccio sempre quello che penso sia utile al momento, in Francia abbiamo sempre imparato a gestire l'uno contro uno. A volte il gesto giusto passa per il dribbling. E' bello dribblare perché senti rumoreggiare i tifosi però quando segni o fai assist è altrettanto bello. Il mio obiettivo? Non mi pongo obiettivi di numeri per non condizionarmi, spero di sfruttare le occasioni che mi capiteranno.
Atmosfera a Firenze? Con l'Udinese vincemmo la partita al mio primo anno ma i tifosi non si sono mai fermati con il loro tifo. Io simbolo dei bambini qui? Speriamo (ride ndr), vorrebbe dire che ho fatto bene. Se i ragazzini possono essere contenti, sarebbe perfetto.
Cosa faccio nel tempo libero? Quando sono stanco io dormo, senza dubbio. Quando sono riposato mi piace giocare alla play station o guardare serie, in lingua italiana. Ma ora andrò anche a scoprire Firenze, che ancora non ho visto".



