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Un bel giorno qualcuno si è svegliato e ha deciso che David De Gea è sul mercato. Anzi, che il portiere spagnolo rappresenta addirittura un problema per la Fiorentina in virtù di un ingaggio troppo alto (più di 3 milioni) e di una carta d'identità non più così luccicante. Notizia che si è pian piano radicata diventando quasi certezza, nonostante né da parte del giocatore né da parte della società siano mai emersi indizi a sostegno della tesi.

Non esistono incedibili

Vero anche che Paratici, nel corso della conferenza stampa di settimana scorsa, non ha certificato il contrario, e cioè che la Fiorentina è pronta a ripartire dal suo capitano. Forse perché la questione rientra in un discorso più ampio, secondo il quale dopo un campionato tanto disastroso non esistono incedibili e la società si riserva di fare le sue valutazioni sul conto di ogni singolo calciatore. 

Tanti fattori da considerare

Analizziamo dunque le informazioni che possediamo adesso: De Gea prende molti soldi, è vero, e ha ancora due anni di contratto. Ciò significa che la Fiorentina, in ogni caso, dovrebbe trovare prima di tutto un acquirente. In Inghilterra lo spagnolo tornerebbe solo al Manchester United e in altri campionati, per adesso, non si registrano interessi. C'è poi la questione del sostituto: vero che Paratici punterebbe a un portiere che guadagna meno, ma bisogna considerare il costo del cartellino. Mandas non verrebbe regalato, Falcone è un patrimonio dal quale il Lecce vorrà monetizzare il più possibile. L'ipotesi parametro zero, o comunque qualcosa di molto simile ed economico, rischierebbe infine di sfociare in un profilo di bassa qualità.

E di Martinelli non parla nessuno?

Ma la questione più importante, che in questi giorni è stata presa troppo poco in considerazione, è quella relativa a Tommaso Martinelli. Se è vero e giusto che al classe 2006 serve un'ulteriore annata d'esperienza, che sia di nuovo alla Sampdoria o altrove, è vero anche che la Fiorentina deve studiare bene il piano per il suo futuro. Che senso avrebbe prendere un nuovo portiere adesso, a un anno dal suo potenziale ritorno, quando De Gea potrebbe tranquillamente disputare un'ultima stagione prima di passare il testimone al giovane collega? 

Un campione non si può snobbare

Il fattore ingaggio non può non essere considerato, ed è chiaro che delle valutazioni sui calciatori più pagati Paratici le stia facendo. Al tempo stesso, però, l'equazione appare fin troppo banale: De Gea guadagna troppo, quindi deve essere ceduto. Un ragionamento che non può non tenere conto di tutti gli altri fattori: i costi di un eventuale sostituto, la questione Martinelli, il valore stesso del portiere. O forse, alla fine, tutto si riassume in una semplice quanto doverosa domanda: la Fiorentina può davvero permettersi di mettere alla porta uno come De Gea?


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