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Radu Dragusin

Il nome di Radu Dragusin rimbalza nell'ambiente della Fiorentina già dallo scorso gennaio: quando arrivò Paratici a Firenze ci fu anche il rumeno tra gli indiziati per raggiungerlo al Viola Park, ma non se ne fece di nulla anche in virtù di altri interessamenti - poi non approfonditi -, raccolti con piacere dal suo procuratore.

Un'uscita invecchiata male

Florin Manea, questo il nome dell'agente, commentò in maniera molto chiara la situazione del suo assistito: “I gladiatori stanno bene a Roma” e “la Fiorentina non era la strada giusta”. Sei mesi dopo, il centrale del Tottenham si sarebbe proprio unito ai viola e, a onor del vero, la prima versione di Dragusin vista da queste parti è proprio quella di un gladiatore, un centrale roccioso e tosto in copertura, di importante presenza fisica.

La battaglia di lunedì

Di conseguenza, qual miglior palcoscenico dell'Olimpico per far valere le proprie doti gladiatorie? Al netto di sorprese, sarà proprio lui a guidare la retroguardia viola lunedì sera e, presumibilmente, per il resto della stagione: prendere in mano un reparto così delicato e che ha grande bisogno di una guida non è mai compito facile, ma la primissima uscita contro il Benevento ha ricordato ai tifosi cosa significa avere una figura d'autorità a difendere la porta viola. L'auspicio per lunedì è che, al termine dei 90 minuti, il pollice non sia verso.


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