Sessa: "Firenze e il Franchi restano un esempio, chapeau al Comune. Sono ottimista per Euro 2032"
Il Franchi accelera verso Euro 2032 e Firenze guarda con fiducia al traguardo. Il cantiere dello stadio viola procede e, nel percorso che porterà alla scelta degli impianti destinati a ospitare la competizione, la situazione del capoluogo toscano appare incoraggiante. A fare il punto è Massimo Sessa, consulente per gli stadi in vista degli Europei del 2032, intervistato da La Nazione a margine del sopralluogo della sindaca Sara Funaro all’impianto.
Sessa promuove il cantiere del Franchi
Le sensazioni sul percorso di riqualificazione dello stadio sono positive. Alla domanda sulle possibilità di arrivare pronti a Euro 2032, Sessa risponde con fiducia: «Sono ottimista. Il cantiere l’ho già visitato un altro paio di volte. Stiamo seguendo il percorso insieme al Comune e alla sindaca. È partito un rapporto di leale collaborazione, come previsto dalla Costituzione, attorno a un obiettivo come gli Europei del 2032, che interessa l’intero sistema Italia, il Paese». Il consulente sottolinea anche il confronto costante con il Governo e il lavoro sul programma degli interventi: “Con il ministro Abodi condividiamo quotidianamente il cronoprogramma e tutte le attività. Ripeto, sono ottimista: vedo che i lavori vanno avanti. Il mio mestiere è capire, quando arrivo in un cantiere, come stanno le cose. E qui sembra che vada tutto bene”. Parole positive anche per l’organizzazione del Comune di Firenze, che secondo Sessa si è mosso per tempo: “Sì, perché il Comune si è organizzato anticipatamente, facendo anche un grosso sforzo amministrativo. Bisogna riconoscere il merito anche agli uffici: essendo io un burocrate, lo dico volentieri. È stato fatto un grande sforzo. Pertanto, chapeau”.
Stadi italiani ed Euro 2032: la sfida delle infrastrutture
Il percorso verso gli Europei non riguarda soltanto Firenze. Intervenire sugli impianti sportivi italiani significa confrontarsi con città dalla lunga storia e con infrastrutture spesso complesse da adeguare. Sessa lo evidenzia nell’intervista: "È evidente che intervenire in un Paese fortemente urbanizzato e antropizzato come il nostro, con città che hanno una lunga storia non è facile. Anche intervenire sulle infrastrutture fuori dagli stadi è complicato. Ogni città ha la sua storia e si sta facendo un grande sforzo, ma è uno sforzo necessario". La necessità di rinnovare gli impianti è legata anche al tempo trascorso dagli ultimi grandi interventi: “L’ultimo intervento importante è stato quello per i Mondiali degli anni Novanta: se pensiamo che il calcio è uno sport che piace agli italiani, dobbiamo farlo andare avanti e riorganizzarci. Di fronte a cause di forza maggiore, dobbiamo riorganizzarci”. Sul Franchi, Sessa riconosce il valore di un intervento che deve coniugare le esigenze contemporanee con la storia dell’impianto: “Il Franchi è un esempio di intervento su una struttura storica. Si è cercato di coniugare il passato con il presente, rendendo moderno e funzionale con qualcosa che esiste già: non è mai un’operazione facile". Infine, un passaggio sulla proposta della Fiorentina per il project financing, che ha ottenuto la dichiarazione di pubblico interesse. Il giudizio di Sessa è sintetico ma significativo: ”Un passo avanti". Un segnale positivo in un percorso che coinvolge Comune, società viola e istituzioni, con l’obiettivo di arrivare preparati all’appuntamento del 2032.



