Così è se mi pare... La terza volta che i viola danno l'impressione più importante
Se non fa primavera una rondine – come recita il proverbio – non la fa neanche una partita, finalmente giocata con criterio. Però il passo avanti in classifica è al tempo stesso importante e confortante.
Aspettarsi trame di gioco, schemi innovativi, insomma lo spettacolo nella Fiorentina di quest'anno è come cercare pepite d'oro in Arno. Desiderio da rimandare alla prossima stagione (intendo il bel gioco, per le pepite non credo ci siano speranze).
E tre!
E' la terza volta che i viola danno l'impressione di potersi tirare fuori dai guai, E' successo dopo le due inaspettate vittorie in trasferta con Bologna e Como. Purtroppo subito dopo sono arrivate docce fredde, anzi freddissime.
Stavolta, però, la sensazione è che la squadra si sia finalmente calata mentalmente nel ruolo di pericolante. Contro la Cremonese sono state sfruttate tutte, o quasi, le occasioni che talvolta le azioni manovrate, talaltra il caso che spesso condizione le partite, hanno offerto. Le giocate individuali di Parisi e Dodo. Il raziocinio di Gosens: meglio una verticalizzazione precisa di dieci inutili cross calciati a casaccio. La leggerezza mentale, figlia del doppio vantaggio, che permette di osare: doppio tacco Brescianini-Piccoli per l'assist a Gudmundsson.
Niente da perdere
A proposito di leggerezza mentale. La prossima partita è contro l'Inter. La Fiorentina non ha nulla da perdere. Sconfitta scontata, se si guarda la classifica. Ma, proprio per questo, i viola potranno giocare con la testa sgombra di pensieri. Comunque vada non saranno risucchiati al terzultimo posto. E, rondine o meno, sarà davvero primavera: lo dice il calendario gregoriano, prima di quello calcistico.
