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Paolo Vanoli
Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

“La nostra priorità resta la salvezza”. È stato il mantra di Paolo Vanoli, quando la Fiorentina si trovava in acque ben più torbide di quelle attuali in campionato. E deve continuare ad esserlo, perché pensare d’essere già salvi è l’errore più grande che calciatori, allenatore e società potrebbero commettere anche alla luce d’un calendario tutt’altro che morbido. Al contempo però si può dire che la Fiorentina, oggi, si trova in una situazione per la quale avremmo firmato qualche mese fa: +5 sulla zona retrocessione e un bilancio che, al netto della prestazione di Verona, sorride almeno sul piano dei risultati.

Giocarsela al massimo

Ecco perché, giunti a questo punto, i pesi sui piatti della bilancia non sono più così diversi tra loro. Il campionato restala priorità, ma la Conference League rappresenta a tutti gli effetti un obiettivo. Non ci si può più nascondere: se fino ad ora, complici anche degli avversari tutt’altro che irresistibili, Vanoli aveva quasi sempre schierato le seconde linee in campo europeo, stavolta la Fiorentina se la giocherà al massimo delle proprie possibilità. A Londra, sul campo del Crystal Palace, sarà schierata la migliore formazione possibile.

Finalmente s’alza il livello

Finito il tempo delle rotazioni in porta: De Gea sarà imprescindibile, a maggior ragione in un contesto che conosce bene come quello del calcio inglese. La titolarità del portiere spagnolo è l’emblema di come le cose siano cambiate: contro Jagiellonia e Rakow Vanoli s’era affidato a Lezzerini e Christensen, ma ora non c’è più margine per le rotazioni. Lo stesso varrà per gli altri reparti al netto ovviamente delle indisponibilità, su tutte quelle di Kean e Solomon (neanche convocati). Il Crystal Palace, pur trovandosi solo quattordicesimo in Premier League, è la prima vera big in questa edizione della Conference. Finalmente il livello si alza e la Fiorentina deve farsi trovare pronta.   


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