Il paradosso di Piccoli e una permanenza in viola più che in bilico

In casa Fiorentina emerge un paradosso che racconta bene le scelte e le contraddizioni dell’annata viola. Si tratta di Roberto Piccoli, arrivato dal Cagliari ad agosto scorso in un’operazione economicamente molto importante. Il dettaglio curioso è che, al momento dell’acquisto, la Fiorentina aveva già deciso di puntare ancora con forza su Moise Kean come centravanti titolare. Pochi giorni dopo l’arrivo di Piccoli, infatti, Kean ha rinnovato il proprio contratto, passando da un ingaggio di 2,2 milioni a 4,5 milioni più bonus e vedendo aumentare anche la clausola rescissoria, salita da 52 a 62 milioni di euro.
Un investimento da titolare… per fare la riserva
In questo contesto, l’arrivo di Piccoli assume contorni particolari. La Fiorentina ha investito 25 milioni di euro più 2 di bonus per strapparlo al Cagliari, una cifra decisamente elevata per un giocatore destinato inizialmente a partire alle spalle di Kean nelle gerarchie offensive. La scelta della società viola dimostra però quanto il club volesse aumentare qualità e profondità nel reparto offensivo, assicurandosi un’alternativa di altissimo livello. Un “secondo” attaccante, sì, ma con costi e aspettative da protagonista assoluto.
Permanenza non scontata
Come evidenziato nell'edizione odierna del Corriere dello Sport le prove in campo del classe 2001 hanno però confermato
la sproporzione del suo acquisto, tanto che la sua permanenza a
Firenze non è più così scontata.


