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Il membro della commissione dell'AIA Dino Tommasi era presente in studio durante Open Var ed ha fatto chiarezza anche sull'episodio arbitrale dubbio in Fiorentina-Lazio

L'episodio

Al Franchi nel secondo tempo l'arbitro Fabbri è stato richiamato al VAR per un presunto calcio di rigore per la Lazio, con il fallo di Mandragora su Noslin. Fabbri legge benissimo la dinamica in diretta in campo, ammonisce il biancoceleste per simulazione e lo spiega ai calciatori: “Non c'è step on foot”. Il richiamo di Paterna al VAR, voluto fortemente dall'Avar Aureliano, è stato subito messo in dubbio da Fabbri. 

Le parole di Tommasi

“Fabbri è stato deciso e ha fatto un ottimo lavoro. Ha diretto la gara in modo convincente, confermando anche in questa occasione la sua linea di giudizio. Ha ribadito la simulazione: il contatto è lieve e viene chiaramente enfatizzato. Bene Fabbri, sia nella decisione presa in campo sia nel confermarla dopo l’On Field Review. In una situazione del genere, però, sarebbe stato preferibile evitare il richiamo al monitor. Si nota anche una certa interferenza dell’Avar (Aureliano, ndr), che interviene immediatamente senza lasciare spazio alla valutazione del Var (Paterna, ndr). Le indicazioni che diamo sono chiare: la decisione deve spettare al Var, che ha il compito di risolvere i casi dubbi, mentre l’Avar deve limitarsi a un ruolo di supporto". 

Sul giallo per simulazione

“Sì, la reazione è sproporzionata rispetto all’entità del contatto; Mandragora, infatti, sembra addirittura cercare di ritrarre la gamba. Alla fine Paterna ha fatto bene a non influenzare la decisione dell’arbitro, la cui centralità resta fondamentale. In presenza di dubbi, la scelta finale deve restare all’arbitro, ma in questo caso non ce ne sarebbero dovuti essere. Il Var è uno strumento pensato per offrire una seconda opportunità all’arbitro in caso di errore evidente. Qui, invece, Fabbri aveva già preso la decisione corretta in campo". 


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