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Marin Pongracic
Marin Pongracic. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Non tutti la vedono allo stesso modo sull’episodio che ha fatto discutere in Fiorentina-Inter. Se da una parte c’è chi ha escluso il rigore, dall’altra Mauro Bergonzi prende posizione e ribalta tutto.

Episodio da moviola

“Sul cross al centro di Dumfries, il pallone finisce presumibilmente sulla mano destra di Pongracic. Utilizzo la parola presumibilmente perché non ci sono stati replay”.

L’ex arbitro parte proprio da qui, da un’immagine non chiarissima che però, secondo lui, non cambia la sostanza dell’episodio. Il contatto c’è e va interpretato.

“Il braccio si allarga”

“Il difensore tende ad allargare il braccio per cercare il pallone, è punibile con il calcio di rigore”.

La posizione è netta. Per Bergonzi, il movimento del braccio è decisivo e porta a una conclusione precisa: il penalty andava assegnato.

“Maresca è posizionato benissimo e non ha fischiato niente. Potrebbe anche essere stato preso dal dubbio che la sfera fosse sbattuta sul tacco e non sul braccio”.

Il nodo VAR

“Il problema grave è che il VAR non lo ha richiamato, poteva essere rigore”.

È qui che si concentra la critica più dura. Non tanto sulla scelta in campo, quanto sulla mancata revisione. Secondo Bergonzi, un episodio del genere meritava almeno un controllo al monitor.

Gli altri episodi

“Sulla mano su Pio Esposito in area il braccio si ritrae, non è punibile, non è mai calcio di rigore, è l’opposto dell’altro che abbiamo visto”.

Diversa, infatti, la valutazione sul secondo episodio, dove il gesto del difensore viene considerato naturale.

“Corretto non assegnare il penalty anche per il contatto tra Kean e Akanji nel primo tempo”.

Due situazioni diverse, due letture opposte. Ma su Pongracic, per Bergonzi, il dubbio non esiste.


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